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Videosorveglianza privata: bilanciamento tra privacy e sicurezza

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Telecamere che riprendono spazi pubblici necessitano di avvertimento

Gli spazi comuni condominiali e la video sorveglianza, importante la finalità per la quale si installa

E’importante conoscere tutte le norme quando si decide di installare un sistema di videosorveglianza per la propria abitazione. Se la telecamera è puntata solo parti private non è necessaria alcuna autorizzazione. Se essa invece è rivolta su proprietà altrui o su proprietà pubbliche allora bisogna adottare qualche qualche precauzione. E’sempre consigliabile avvertire con apposito cartello sulla presenza delle telecamere anche quando esse sono esclusivamente puntate su zone private, ciò diventa un obbligo se la videosorveglianza è rivolta su aree altrui o di proprietà pubblica. E’possibile inserire telecamere verso parti pubbliche, purchè esse non riprendano il viso e purchè esse abbiano il precipuo scopo di garantire la sicurezza di colui che la installa. Pensiamo alle telecamere che puntano davanti alle abitazioni o agli spazi comuni dei condomini. In quel caso sempre con l’obbligo dei cartelli, non sarà necessario richiedere alcun tipo di autorizzazione. Certo nel caso dei condomini è sempre preferibile comunicare l’intenzione dell’installazione prima di effettuarla, quando esse puntano sugli spazi comuni, quanto meno per tutelare i rapporti di buon vicinato. Tuttavia lo vogliamo ribadire se le telecamere sono messe in modo da non riprendere i condomini ( ad esempio solo le scarpe) esse non violano in alcun modo la privacy di questi ultimi, nè quella dei terzi che accedono allo stabile condominiale.

Quali sono le norme che si possono violare con una videosorveglianza non adeguata

Non solo privacy ma anche norme di carattere penale

Per dare un’idea di quanto a volte può essere complicato il nostro ordinamento e soggetto ad interpretazioni diverse, rileviamo come la videosorveglianza privata è stata oggetto di procedimenti penali per il reato di inferenza illecita nella proprietà o nel domicilio altrui ( art 615 bis, e violenza privata 610 cp). Il reato di violenza privata si potrebbe configurare quando a causa della videosorveglianza su parti pubbliche o di proprietà privata, viene determinato un mutamento delle abitudini delle persone le quali al fine di non essere ripresi modificano alcuni loro comportamenti. ” Chiunque con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa…”  E’stato ritenuto da qualche giudice di merito che la videosorveglianza che abbia determinato una modifica dei comportamenti altrui, senza essere autorizzata potrebbe configurare tale reato. Quanto al reato di cui all’art 615 bis, la videosorveglianza può rappresentare lo strumento attraverso il quale ci si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati dall’art 614 cp (domicilio casa studio privato ecc). Quest’ultimo reato sarebbe astrattamente configurabile se la telecamera fosse puntata verso la proprietà altrui in maniera tale da poter interferire nella vita privata. Certamente non sarebbe configurabile nei casi nei quali la telecamera fosse rivolta agli spazi comuni del condominio perchè essi non sono un luogo che può considerarsi privato. Sul punto vi è stata una pronuncia della Corte di Cassazione la quale ha escluso il reato di cui al 615 bis per una telecamera che puntava su un pianerottolo condominiale che riprendeva parte dell’ingresso di un’abitazione altrui. La Corte ha sottolineato come quella telecamera non era in grado di fornire notizie o immagini sulla vita privata altrui. Per quanto riguarda le raccomandazioni del garante della privacy esso ha sempre posto l’accento sull’importanza dell’avvertimento tramite cartelli e sulla finalità delle riprese. Inoltre in caso di conservazione delle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza è necessario nominare un responsabile e delle regole per la cancellazione. Il responsabile dovrà dichiarare per quanto tempo le immagini sono conservate nel sistema, in caso di commissione di reati nei luoghi oggetto di videosorveglianza, il responsabile dovrà mettere a disposizione le riprese alle autorità di polizia ove ne fosse richiesto, ciò sia nel caso che il reato riguardi direttamente l’ente ( condominio o privato) che installato l’impianto, sia che riguardi soggetti esterni. Crediamo sia impossibile applicare alla videosorveglianza i principi sanciti dal nuovo regolamento europeo sulla privacy, ossia diritto di cancellazione, diritto di accesso, diritto al trasferimento, in quanto i sistema di video sorveglianza non registrano i nominativi di coloro che vengono ripresi. Per esercitare tali diritti il richiedente dovrebbe riferire tempestivamente ora e giorno del passaggio sul luogo di ripresa al responsabile, sempre se la cancellazione delle immagini non è già avvenuta. Certamente sul tema ci saranno dei chiarimenti da parte del Garante.

Avv. Italo Carbone

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