Home Diritto del Lavoro Videosorveglianza: ci sono casi in cui si possono riprendere i dipendenti?

Videosorveglianza: ci sono casi in cui si possono riprendere i dipendenti?

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Videosorveglianza sui dipendenti mentre stanno lavorando è vietata

Per installare telecamere è necessario permesso dell’ispettorato del lavoro

La videosorveglianza all’interno delle aziende rappresenta da sempre una problematica nel rapporto di lavoro tra le aziende ed i lavoratori. Su di essa infatti vengono in rilievo due interessi contrapposti, quelli del datore di lavoro a tutelare la sicurezza e il patrimonio aziendale e quelli dei dipendenti a tutela della privacy e della riservatezza nello svolgimento della prestazione lavorativa. Di solito la tutela degli interessi contrapposti delle parti viene effettuata attraverso l’installazione di telecamere che assolutamente non devono essere rivolte verso i dipendenti mentre svolgono la propria attività ciò per due ordini di motivi. Il primo è che non è possibile effettuare i controlli a distanza dell’attività del lavoratore, ciò ai sensi dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, il secondo è che il lavoratore ha diritto alla riservatezza mentre esercita la propria attività lavorativa e non può essere oggetto di riprese. Le telecamere possono riprendere i locali dell’azienda al fine di tutelare la sicurezza e il patrimonio aziendale. In ogni caso anche per installare questo tipo di telecamere è necessario richiedere l’autorizzazione dell’ispettorato del lavoro competente e dare apposita segnalazione attraverso cartellonistica adeguata della presenza della videosorveglianza e della finalità per la quale essa è installata. Inoltre vista la nuova normativa sulla privacy scaturente dal Regolamento europeo n. 679/2016 è necessario inserire il sistema di videosorveglianza nell’ambito del registro di trattamento dei dati e prevedere in caso di registrazione delle immagini un periodo di conservazione predeterminato. L’azienda che si occupa del sistema di videosorveglianza per conto della proprietà dovrà essere nominata responsabile esterna ai sensi dell’art. 28 del Regolamento europeo sulla priivacy.

Eccezioni al divieto di riprendere i dipendenti

Il datore di lavoro può tuttavia puntare le telecamere sui dipendenti quando la videosorveglianza per tutelare un suo legittimo interesse. I casi sono eccezionali ma in alcuni casi è stato ritenuto possibile effettuare le riprese. Recentemente sul tema è stata pubblicata una sentenza della Corte Europea dei diritti umani che ha respinto il ricorso di cinque cassieri spagnoli che erano stati licenziati perchè sorpresi dalle telecamere a rubare merci dagli scaffali di un supermercato. I cassieri si erano lamentati del fatto di essere stati ripresi a loro insaputa mentre lavoravano. Ma l’azienda aveva puntato le telecamere in quell’area soltanto perchè aveva il fondato sospetto che ci fossero ammanchi di cassa. Il tempo di ripresa occulta è stato effettuato per dieci giorni. Così la Corte di Giustizia ha ritenuto la legittimità del comportamento dell’azienda la quale al fine di difendere il proprio patrimonio ha posto in essere una misura di controllo eccezionale. Ecco questa è la ratio attraverso cui è possibile poter puntare le telecamere sui lavoratori mentre svolgono la propria attività. Si deve verificare una situazione particolare nella quale l’azienda ha interesse rilevante a derogare alle disposizioni sulla privacy e sulla tutela dei lavoratori. Usare la videosorveglianza a scopo difensivo può essere legittimo tuttavia è necessario che ci sia proporzionalità tra il rischio che si ha intenzione di evitare e la lesione dei diritti alla riservatezza altrui.  Di certo il controllo sui dipendenti tramite videosorveglianza non può essere effettuato normalmente, ma soltanto in caso di circostanze eccezionali relative alla difesa del patrimonio aziendale oppure in relazione a settori particolari nei quali una minima ripresa dell’attività del dipendente è insita nel tipo di attività che si svolge. Si pensi agli addetti alla sicurezza nei caveaux delle banche o delle gioellerie mentre accompagnano i clienti.

Avv. Tamara Liguori

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