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Verso un codice civile con più tutele per i consumatori

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La rinegoziazione dei contratti divenuti eccessivamente onerosi per circostanze imprevedibili od eccezionali

Oggi è prevista soltanto la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta

Nel disegno di legge di riforma del codice civile, una delle deleghe avrà ad oggetto la tutela dei consumatori in materia contrattuale. Sarà prevista la possibilità per questi ultimi di rinegoziare i contratti che sono divenuti particolarmente onerosi per circostanze imprevedibili o eccezionali. L’attuale codificazione non prevede l’automaticità di una situazione del genere, essa prevede la possibilità ottenere la risoluzione del contratto sempre che le circostanze imprevedibili non rientrino nell’alea del contratto. ( art. 1467 cc). Con la modifica che si sta tentando di inserire con il su indicato D.d.l i consumatori potranno richiedere la rinegoziazione automatica del contratto a condizioni non sproporzionate e in caso di mancata volontà della controparte potranno richiedere che la rinegoziazione venga effettuata in sede giudiziaria. La velocità del mondo economico, delle evoluzioni della tecnologia, determina spesso che la stipulazione dei contratti che in un determinato periodo sembrava conveniente, pochi mesi dopo diventi completamente sproporzionata a danni della parte debole del contratto. In casi del genere un ipotesi di rinegoziazione automatica dovuta alle circostanze imprevedibili che si sono verifacate, prevista nel codice civile, rappresenta certamente una tutela in più per i consumatori.

Disciplinare dettagliatamente le cause di invalidità dei contratti dovuti a pratiche aggressive o scorrette 

Aumento dei casi di risarcimento del danno non patrimoniale

Il codice civile dovrà poi disciplinare dettagliatamente le cause di invalidità dei contratti stipulati mediante pratiche negoziali aggressive oppure ingannevoli. In modo che il consumatore possa ottenere una tutela effettiva contro i comportamenti scorretti delle aziende. E’evidente che quando un’azienda riesca a stipulare un contratto con un consumatore attraverso comportamenti scorretti quest’ultimo ha subito un danno. Nella situazione normativa attuale il consumatore potrà chiedere l’invalidità del contratto soltanto se riesce a provare che il consenso alla firma del contratto non sia stato libero o comunque frutto di un comportamento ingannevole dell’azienda. E’evidente che l’effettività della tutela contro le pratiche aggressive o scorrette delle aziende è carente. Inserendo dettagliatamente pratiche scorrette dalle quali far discendere l’invalidità del contratto il consumatore potrà richiedere indietro tutto ciò che ha versato e a seconda dei casi potrà richiedere anche il risarcimento dei danni subiti.  Infine si cercherà ad aumentare le ipotesi di risarcibilità del danno non patrimoniale, non più ancorato soltanto a tipizzazione legislative o ad interessi costituzionalmente rilevanti.

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