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TELEFONIA E TV: IL DIRITTO DI RECESSO E LE PROMOZIONI

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Ogni consumatore ha piena libertà di mutare operatore telefonico o televisivo senza dover pagare alcun costo di disattivazione o attivazione. La normativa è prevista nel decreto Bersani del 2007 che tutelava la libera scelta degli utenti ed incentivava la liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni. Tuttavia sempre più spesso accade che le aziende telefoniche o quelle di pay tv propongano ai clienti offerte promozionali le quali rimangono immutate soltanto se l’utente non receda dal contratto per un determinato periodo di tempo in genere uno o due anni. In questi casi il diritto del contraente di recedere dal contratto permane ma le compagnie possono chiedere il pagamento di alcuni costi dovuti al fatto che il cliente ha risolto il contratto prima del termine indicato nell’offerta promozionale. Nella maggior parte dei casi le compagnie propongono costi vantaggiosi per un periodo inferiore al periodo del vincolo imposto. Tali offerte delle compagnie sono assolutamente legittime. Esse non limitano la libertà di recesso del consumatore ma gli propongono uno sconto in cambio di un vincolo per un periodo predeterminato. Il consumatore può comunque recedere quando vuole, ma in caso di recesso anticipato dovrà pagare le penali previste nell’offerta. L’azienda proponente è tenuta a comunicare tali condizioni in modo chiaro, preciso ed evidente. L’assenza di trasparenza da parte delle aziende è un elemento che può determinare l’esclusione della possibilità di chiedere al contraente il pagamento per il mancato rispetto dei vincoli inseriti nel contratto. E’obbligo delle aziende inoltre tenere ferme le condizioni contrattuali, in caso di mutamento durante la vigenza del contratto l’utente avrà diritto di recedere dal vincolo senza pagare alcuna penale o addebito anche se ha usufruito di offerte promozionali. Facciamo un esempio: quando le aziende hanno implementato la fatturazione a 28 giorni ( poi dichiarata contro legem), gli utenti anche quelli in promozione hanno avuto il diritto di recedere dal contratto senza che potessero applicarsi loro le eventuali penali previste. Ciò perchè le condizioni contrattuali originariamente proposte erano cambiate di conseguenza il cliente aveva diritto di recedere entro 30 giorni dalla comunicazione. Bisogna fare molta attenzione perchè se si recede dopo la scadenza del termine dei trenta giorni dalla comunicazione potrebbero essere applicate le penali originariamente previste per il recesso anticipato. Ad ogni modo è sempre consigliabile comunicare il recesso del contratto per iscritto attraverso una raccomandata a/r o attraverso posta elettronica certificata. Nei casi nei quali il recesso è motivato dal mutamento del condizioni contrattuali, è sempre meglio specificare la motivazione del recesso. Si consiglia in quest’ultimo caso se si sono usufruite promozioni di verifcare se l’azienda abbia applicato o meno la penale precedentemente prevista. Accade spesso infatti specie nei contratti che prevedono addebiti su carta di credito o conto corrente che nonostante il recesso anticipato sia dovuto a mutamenti delle condizioni contrattuali, l’azienda applichi al contraente la penale anche se questa non era dovuta. In questi casi bisogna immediatamente contattare l’azienda per farsi restituire l’indebito accredito e in caso di mancata risposta o mancata restituzione presentare reclamo al Corecom e poi eventualmente all’Agcom.

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