Home Home Tari: riduzione in caso di brevi periodi di disservizi

Tari: riduzione in caso di brevi periodi di disservizi

45
0

 

La mancata raccolta dei rifiuti per brevi periodi e la tutela dei cittadini

Il pagamento della Tari impone che il servizio venga effettuato senza interruzioni

Il rapporto tra il Comune e il cittadino in relazione al pagamento della Tari, ossia la tassa relativa allo smaltimento dei rifiuti, è un rapporto che può definirsi di tipo contrattuale, sebbene una delle due parti è una pubblica amministrazione. Il pagamento della Tari avviene in cambio di un servizio. Nei contratti quando una delle due parti non adempie perfettamente la sua obbligazione, l’altra parte ha diritto al risarcimento del danno subito a causa dell’inadempimento dell’altra parte. E ciò è indiscutibile che accada e debba accadere nel rapporto che vi è tra cittadino e comune in materia di Tari. Sul tema ci sono state pronunce giurisprudenziali anche di Cassazione che hanno ridotto la Tari dei singoli contribuenti che avevano provato in giudizio le carenze del servizio. Tuttavia ci si trova di fronte a casi nei quali il disservizio è durato mesi, ma come può tutelarsi il cittadino in caso di piccoli inadempimenti? se il servizio di raccolta rifiuti non funziona in un anno per due settimane il cittadino ha possibilità di richiedere la riduzione dell’imposta? In linea astrattamente teorica noi riteniamo di si, tuttavia non esistono precedenti giurisprudenziali su richieste del genere, anche perchè due settimane rappresentano meno del 5% di un anno, per cui il cittadino dovrebbe intentare una causa per chiedere un risparmio di piccole cifre, per intenderci su una tari di € 500 potrebbe richiedere la riduzione di € 20. E’evidente che il cittadino non lo farà, tuttavia egli è penalizzato perchè ha pagato il servizio per un anno non usufruendolo per l’intero periodo.

Osservatori indipendenti sulla qualità del servizio

Il controllo deve essere quotidiano

E’evidente che non può essere il cittadino a difendersi singolarmente, salvo disservizi che perdurano nel tempo. In caso di piccoli disservizi è necessario che all’interno degli enti locali vengano costituiti osservatori sul servizio di raccolta rifiuti che monitorino il territorio e sono pronti a ricevere qualunque segnalazione per riferirla agli organi competenti. Gli osservatori, che dovrebbero essere formati da rappresentanti dei cittadini e dipendenti comunali o delle aziende che si occupando del servizio di raccolta, dovrebbero alla scadenza di ogni annualità segnalare tutte le carenze del servizio riscontrate e queste ultime devono essere valutate al momento del calcolo della tariffa. Una sorta di osservatorio sulla qualità del servizio e sul numero di piccole inefficienze annuali a tutela di tutti coloro che pagano regolarmente la Tari. Non è possibile che in alcuni Comuni, la Tari viene aumentata senza che il servizio di raccolta migliori, anzi in molti enti locali capita di frequente che all’aumento della Tari corrisponda addirittura un peggioramento della qualità del servizio. Ciò non è accettabile e soprattutto non è equo e non è rispettoso per tutti coloro che pagano regolarmente il tributo.

Le sentenze sulla riduzione della Tari

L’art. 1 comma 656 della legge n. 147/2013 che prevede che in caso di interruzione del servizio il tributo è dovuto nei limiti del 20%

Nel 2017 è stata emanata l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 22531 che ha accolto la richiesta di riduzione della Tari da parte di un Albergo di Napoli durante l’emergenza rifiuti in Campania del 2007, nel periodo nel quale il servizio non è stato erogato per diverso tempo. I giudici hanno applicato l’art. 59 del Dlgs n. 507/1993 che prevede il pagamento del tributo soltanto al 40% nei casi in cui il servizio non è stato svolto nella zona di residenza del contribuente o è stato svolto in violazione dei regolamenti vigenti. I principi di riduzione del tributo ma non esenzione in caso di interruzione prolungata del servizio sono stati confermati anche dall’ordinanza della Cassazione n. 11451/2018. Tali sentenze si riferivano a situazioni avvenute in anni precedenti al 2013 quando il servizio era denominato Tarsu.  Dal 2014 è in vigore la legge n. 147/2013 che all’art 1 comma 656 prevede che in caso di interruzione del servizio di gestione e di raccolta dei rifiuti ovvero nello svolgimento del servizio in grave violazione della disciplina di riferiemento nonchè di interruzione del servizio per motivi sindcali e per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o di pericolo di danno alle persone o all’ambiente il tributo è dovuto nei limiti del 20% dell’importo. Il comma 657 della medesima norma prevede la riduzione della Tari al 40% nelle zone in cui la raccolta non è effettuata da determinare in maniera graduale in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita. Questa norma risulta essere stata applicata da una pronuncia della Commissione tributaria provinciale di Vibo Valentia nel 2016, la n. 931. Altra pronuncia interessante è quella della  Commissione Tributaria provinciale di Roma la n. 6269/41/2018 che aveva ridotto il tributo del 50% in accoglimento delle doglianze di un cittadino romano che aveva documentato come nella sua residenza l’immondizia non veniva raccolta e i cassonetti erano in ogni caso posizionati in maniera difforme rispetto alle previsioni regolamentari. Ciò che si evince da tutte queste pronunce giurispudenziali è che il principio per il quale si ottiene la riduzione del pagamento del tributo è la proporzionalità tra il servizio ottenuto e il costo richiesto. Se è il primo è carente è giusto che il costo sostenuto dal cittadino sia ridotto. Dunque è bene chiarire che alla base della riduzione stabilita in tutte queste sentenze non vi è in alcun modo il profilo del risarcimento del danno. Quest’ultimo ove sussistente deve essere provato dal contribuente richiedente per ottenerne il ristoro. La carenza nell’espletamento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti non costituisce presunzione di danno a carico del cittadino.

Avv. Italo Carbone

Facebook Comments