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Sfratti: la sospensione per virus non comprende il termine di grazia

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Che cosa è il termine di grazia e quando viene concesso

Nei giudizi per convalida di sfratto l’inquilino ai sensi dell’art 55 della legge sull’equo canone, può chiedere il cosiddetto termine di grazia, ossia un termine entro il quale si impegna a pagare tutti i canoni di locazione arretrati, che non ha pagato per improvvise difficoltà economiche. Quando il giudice concede detto termine esso è di 90 giorni, e l’udienza viene fissata nuovamente entro dieci giorni dalla scadenza di detto termine. Ci si è chiesti se la sopensione dei termini previsti per l’emergenza Covid 19 potesse riguardare anche il termine di grazia.

Il termine di grazia per sua natura non può essere considerato un termine processuale

Esso ha natura sostanziale come ha sempre sostenuto la Corte di Cassazione

La risposta sembra dover essere negativa perchè il termine di grazia non è un termine processuale. Esso costituisce un rimedio all’inadempimento del conduttore che il giudice può concedere in caso di comprovate difficoltà economiche del conduttore, e non può certamente rientrare tra i termini sospesi di cui all’art. 83 dl n. 18/2020. Del resto la sospensione delle udienze durante il periodo dall’emergenza Covid 19 ha comunque fatto in modo che le udienze previste per lo sfratto, successive alla concessione del termine di grazia, sono comunque state rinviate. Ad ogni modo ricordiamo che l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio è sospesa fino al 1 Settembre 2020.  Se ci fosse stata anche la sospensione del termine di grazia, i diritti del proprietario sarebbero stati ulteriormente compressi. La Corte di Cassazione in diverse pronunce ha sempre confermato la natura sostanziale del termine di grazia.

Avv. Italo Carbone 

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