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Scadenza acconto Imu e Tasi 2019

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Scadenza slittata ad oggi perchè ieri era domenica

Il saldo scadrà il 16 Dicembre e potrebbe essere oggetto di aumenti

Oggi è l’ultimo giorno per pagare l’ acconto relativo ad Imu e  Tasi per il 2019, le imposte sulla proprietà immobilare, esclusa l’abitazione principale e i servizi indivisibili come manutenzione stradale e illuminazione stradale. La scadenza era il 16 Giugno ma essendo domenica si slitta al giorno successivo. Si tratta dell’acconto, per calcolarlo saranno utilizzate le stesse aliquote dell’anno scorso. Il 16 Dicembre bisognerà pagare il saldo, che potrebbe essere più alto rispetto all’anno scorso perchè i Comuni hanno avuto l’ok dal governo di poter aumentare le aliquote e possono farlo entro il 28 Novembre 2019. Il pagamento può essere effettuato con modello F 24, oppure attraverso bollettino postale. E’possibile effettuare il pagamento di acconto e saldo in un unica soluzione, tuttavia ove il Comune approvi una modifica delle aliquote per ciò che concerne il saldo, bisognerà poi versare la differenza. Al fine di non effettuare errori di calcolo è sempre consigliabile rivolgersi ad un consulente o ad un patronato per calcolare gli importi da dover versare e per sapere se si ha diritto ad esenzioni. Cerchiamo di fare un elenco sintetico di esenzioni e scontistiche legate in relazione al pagamento di Imu e Tasi.

Esenzioni e scontistiche

Ricordiamo che l’abitazione principale ( quella che dà diritto all’esenzione) è quella dove il proprietario ha la propria residenza, se il contribuente ha un unico immobile ma è residente altrove egli sarà tenuto al pagamento dell’Imu e della Tasi su quell’immobile. Se l’abitazione principale è una casa di lusso, ( categoria A/1, A/8,A/9) l’imposta va pagata comunque, e non si ha diritto all’esenzione

Le abitazioni del personale delle forze dell’ordine sono esenti a prescindere dalla residenza;

I terreni agricoli di proprietà dei coltivatori diretti sono esenti;

L’abitazione dela persona anziana che trasferisce la propria residenza in una casa di riposo è esente, salvo che non la fitti;

chi dà in comodato, nello stesso comune di residenza, registrandolo all’erario, un appartamento al figlio, il quale trasferisce nello stesso la propria residenza è tenuto a pagare al 50%;

sulle pertinenze non si paga nella misura di una per abitazione, ci si riferisce alle pertinenza di categoria C2, C6, C7;

chi ha un immobile in fitto a canone concordato ha diritto ad una scontistica del 25% sull’imposta, i canoni concordati sono quelli stabiliti attraverso la negoziazione tra associazione dei proprietari ed inquilini nelle varie zone di riferimento.

Che cosa accade in caso di mancato pagamento alla scadenza

Ravvedimento operoso con interessi. Prescrizione quinquennale

Se entro oggi non si effettua il pagamento dell’imposta è possibile pagare successivamente con sovrapprezzo legato al ritardo del pagamento. Viene redatto cioè un modello F 24 ( ravvedimento operoso) apposito indicante la cifra dell’imposta oltre gli interessi maturati al momento del pagamento. Se invece non si effettua il pagamento, verrà emessa una cartella di pagamento dall’Agenzia delle entrate-sezione riscossione, su segnalazione del Comune, addebitando al contribuente le spese di notifica, gli interessi e le sanzioni per il mancato pagamento che vanno dal 10 al 30 % dell’imposta. In caso di mancato ulteriore pagamento l’Agenzia delle entrate potrebbe procedere ad esecuzione forzata nei confronti del contribuente, pignorando l’automobile o immobili del contribuente al fine di recuperare il credito. Imu e Tasi si prescrivono dopo cinque anni dall’anno di scadenza, ma se il Comune o l’Agenzia delle entrate intimano il contribuente di effettuare il pagamento, tale termine decorre nuovamente dal momento della comunicazione. Per maturare il diritto alla prescrizione al contribuente non deve essere richiesta la somma per un periodo di cinque anni.

Avv. Tamara Liguori

 

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