Home Diritto Tributario Rottamazione ter proroga dei termini? ma non solo….

Rottamazione ter proroga dei termini? ma non solo….

89
0

 

Oltre 1 milione di adesioni per la rottamazione ter

Sistema telematico spesso bloccato. Probabile proroga

Il 30 Aprile 2019 è scaduto il termine per presentare la cosiddetta rottamazione ter, relative alle cartelle esattoriali i cui debiti erano stati presi in carico dall’Agenzia delle entrate-sezione riscossione tra il 1 Gennaio 2000 e il 31 Dicembre 2017. La rottamazione ter consisteva nel pagamento esclusivamente delle imposte non regolarmente versate senza dover corrispondere sanzioni ed interessi. Alla stessa data scadeva anche la possibilità di richiedere il “saldo e stralcio” ossia il pagamento agevolato per i contribuenti in difficoltà economica, attivabile soltanto da coloro che avessero un reddito familiare inferiore a 20 mila euro annui. Le adesioni sono state oltre 1 milione per la rottamazione ter e oltre 300 mila per il saldo e stralcio, il sistema messo in piedi dalle entrate ha avuto soprattuto negli ultimi giorni diverse problematiche tecniche. Come spesso capita in queste situazioni, già si incominicia a parlare di proroga del termine al fine di non penalizzare chi non è riuscito ad aderire in tempo per problemi legati al sovraffollamento del sistema. In questo caso però ci si sta spingendo più oltre, e addirittura si pensa ad allargare la rottamazione ter anche agli atti presi in carico nel 2018. Inoltre il termine del cosiddetto saldo e stralcio pare possa essere allargato fino al 30 Giugno 2019.

Proroga inevitabile, necessari anche alcuni chiarimenti interpretativi

La data di iscrizione al ruolo e la data di presa in carico dall’Agenzia della riscossione

Visto il numero di adesioni alla rottamazione ter era impensabile che non ci fossero difficoltà tecniche. Di conseguenza una proroga del termine sarà certamente stabilita per consentire quanto meno a chi pur tentando di accedere al sistema nei termini, non ci sia riuscito per sovraccarico di richieste. Inoltre vi sono tutta una serie di dubbi interpretativi da chiarire. Facciamo due esempi per far comprendere il tipo di difficoltà a cui ci riferiamo. La norma sulla rottamazione ( legge n. 136/2018) parla del momento in cui il debito è preso in carico dall’Agenzia della riscossione per stabilire se la cartella di pagamento può essere oggetto di rottamazione. Tuttavia se la cartella indica come data del ruolo un giorno successivo al 31 Dicembre 2017, l’Agenzia delle entrate non fa rientrare quel documento tra quelli rottamabili nel prospetto riepilogativo che invia ad ogni contribuente che decide di aderire alla rottamazione. Vi è ciòè un evidente discrasia tra ciò che prevede la legge e l’interpretazione applicata dell’Agenzia delle entrate, l’ equivoco va chiarito, perchè la data di iscrizione a ruolo è presente sulle cartelle di pagamento mentre la data di presa in carico non è indicata. Tale situazione può alimentare ulteriore contenzioso tra Stato e contribuenti, in quanto questi ultimi potrebbero rivolgersi alla magistratura per chiedere quale sia la data cui fare riferimento. Il secondo esempio è relativo alla rottamazione in caso di pendenza di controversie tributarie. Una delle norme prevede che se è in corso l’iter per il ricorso in cassazione e il contribuente ha vinto nei primi due gradi di giudizio egli può chiudere il tutto con pagamento il 5% dell’importo oggetto di causa. Ma cosa accade se il contribuente ha ottenuto una vittoria parziale nei primi due gradi di giudizio, se ciò su tre contestazioni del fisco egli ne abbia vinte due e persa una? Potrà aderire pagando il 5% in relazione alle due contestazioni vinte e proseguire il ricorso per la terza? oppure dovrà scegliere se pagare il 5 % sulle due vinte e pagare la terza o proseguire con l’intero ricorso?

Facebook Comments