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Rito abbreviato ed ergastolo: in vigore la nuova legge

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Approvata nuova legge: niente più rito abbreviato per i reati puniti con la pena dell’ergastolo

Il caso della riduzione della pena a sedici anni per femminicidio aggravato della Corte di Assise di Appello di Bologna

Suscitò molto scalpore agli inizi di Marzo di quest’anno la sentenza della Corte di Assise di Apello di Bologna che ridusse la pena per un femminicidio aggravato ( pena base ergastolo) di un reo confesso a sedici anni di reclusione perchè l’omicida aveva agito “in preda ad una tempesta emotiva”. Proprio il riconoscimento di questa attenuante, destò molto clamore ma in realtà a determinare quella riduzione di pena fu innanzitutto al richiesta di rito abbreviato presentata dall’imputato nel primo grado di giudizio. In parole povere con il rito abbreviato si accetta una definizione abbreviata del quadro probatorio per il quale si rinuncia al contraddittorio integrale ( come nel rito ordinario) in cambio di uno sconto di pena corrispondente ad un terzo rispetto a quella base. Nel caso raccontato il reo in primo grado fu condannato a trenta anni grazie all’abbreviato, ( altrimenti avrebbe avuto l’ergastolo) in appello grazie al riconoscimento della ormai celebre attenuante della tempesta emotiva, gli fu attribuita invece la pena base di 24 anni ridotta grazie alla scelta di rito abbreviato a sedici anni di reclusione. Le polemiche furono tante, ma alla base di questo iter processuale, vi era la possibilità riconosciuta per gli imputati per i delitti per i quali è prevista la pena dell’ergastolo di poter richiedere l’applicazione del rito abbreviato. Dal 20 Aprile 2019 tale scelta non è più effettuabile in quanto è entrata in vigore la legge n. 33/2019 che non consente più la scelta del rito abbreviato nei casi nei quali per il delitto perseguito è prevista la pena dell’ergastolo.

Cosa prevede la nuova legge, la n. 33/2013

Il rito abbreviato nei delitti con pena base ergatolo viene dichiarato inammissibile, ma può essere chiesto fino alle conclusioni dell’udienza preliminare

L’imputato di un reato per il quale è previsto l’ergastolo ( omicidio aggravato,strage, devstazione) il quale richieda il rito di abbreviato, riceverà una pronuncia di inammissibilità da parte del giudice. Egli potrà ripresentare la richiesta fino a che non vengano formulate le conclusioni dell’udienza preliminare ( ciò in quanto il quadro probatorio potrebbe essere mutato). Dopo la pronuncia di inammissibilità il giudice all’esito del dibattimento potrebbe sempre ritenere che il rito di abbreviato sia ammissibile e applicare la riduzione della pena ai sensi dell’art 442 comma 2 cpp. Il rito abbreviato potrà anche essere revocato in caso di aggravamento del quadro probatorio e nuove contestazioni del pubblico ministero, in questo caso si ritornerebbe al rito ordinario. In caso di derubricazione del reato perseguito, ossia ad una diversa qualificazione giuridica effettuata dal giudice rispetto alle richieste del pubblico ministero, nel decreto che dispone il giudizio l’imputato sarà avvertito di poter chiedere il rito abbreviato entro quindici giorni dalla conoscenza del provvedimento. La nuova legge si applicherà ai fatti commessi successivamente all’approvazione della stessa.

Avv. Tamara Liguori

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