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Riduzione della pena per tempesta emotiva, ma è davvero così?

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Riduzione della pena a sedici anni per un femminicidio

All’imputato sono state concesse le attenuanti generiche per vari aspetti ma i media sottolineano solo l’elemento della tempesta emotiva

La Corte di assise di appello di Bologna pubblica una sentenza che fa molto discutere. Un omicida reo confesso che aveva strangolato l’ex ha visto ridursi la pena inflittagli in primo grado di 30 anni a 16 anni perchè ha commesso il fatto in preda “ad una soverchiante tempesta emotiva e passionale” causata dalla gelosia. Raccontata così la sentenza è incomprensibile, sembra evidentemente assurda, sembra di essere ritornati ai tempi del delitto d’onore, come ha dichiarato il Ministro Giulia Buongiorno, noto penalista, ma analizzata tecnicamente la vicenda è completamente diversa, e mostra una serie di aspetti del nostro ordinamento processuale penale che devono far riflettere.

La vicenda dal punto di vista tecnico

Condannato a trenta anni in primo grado e non all’ergastolo per avere scelto il rito abbreviato

In primo grado l’uomo è stato condannato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, era stato condannato a trenta anni perchè aveva scelto il rito abbreviato. Il rito abbreviato è un tipo di procedura che l’imputato può scegliere per rendere più celere il funzionamento della giustizia, in cambio ottiene lo sconto di un terzo della pena. In appello la pena viene ridotta un terzo perchè all’imputato vengono riconosciute le attenuanti generiche. Queste ultime vengono concesse nei casi nei quali si ritiene che l’applicazione della pena prevista per legge sia troppo severa viste le circostanze del delitto e visto il comportamento dell’imputato dopo aver commesso il reato. Vi è anche una valutazione sulla personalità del reo.  Tra i motivi che hanno indotto i giudici a concedere le attenuanti generiche all’imputato vi è ” la sovrechiante tempesta emotiva e passionale” che tanto ha fatto sobbalzare dalla sedia i media e l’opinione pubblica italiana. L’espressione non proviene neanche dai giudici, ma è stata utlizzata nella perizia psichiatrica cui si è sottoposto l’imputato durante il processo. L’imputato dopo il delitto ha tentato il suicidio e poi ha confessato immediatamente.

Il rito abbreviato non dovrebbe essere concesso per i reati per i quali è prevista la pena dell’ergastolo 

Le attenuanti generiche vengono concesse sulla base di più elementi.

Il pubblico ministero in appello aveva richiesto la conferma della sentenza di primo grado e certamente la sentenza avrà un prosieguo in Corte di Cassazione. L’oggetto della discussione verterà proprio sulla concessione della attenuanti generiche all’imputato. I giudici della Suprema Corte valuteranno complessivamente la vicenda per comprendere se la valutazione effettuata dalla Corte di assise di appello possa essere formalmente condivisibile.  A noi preme sottolineare due aspetti. Raccontare la sentenza titolando ” ridotta la pena perchè ha commesso il fatto in preda a una tempesta emotiva” non risponde al vero. La “tempesta emotiva” è stato uno degli elementi che ha indotto i giudici a concedere le attenuanti generiche ma non il solo. Esse sono state concesse per una valutazione complessiva che i giudici hanno fatto del reo e della sua condotta anche dopo la commissione del reato. Comprendiamo che i giornali e le televisioni devono fare i titoli, ma una vicenda del genere se non spiegata bene può creare allarme nell’opinione pubblica e sfiducia nell’ordinamento giudiziario. Il secondo aspetto è il meccanismo premiale previsto dal nostro ordinamento per la scelta del rito abbreviato. Senza questo meccanismo all’imputato nella vicenda raccontata in appello sarebbero stati inflitti trenta anni di pena, perchè in primo grado sarebbe stato condannato all’ergastolo. Non è possibile a nostro parere che il rito abbreviato possa essere applicato anche per i reati così gravi o quanto meno non è possibile che possa comportare lo stesso sconto di pena, a prescindere dal reato che è stato commesso. Sul tema era stata presentata una proposta di legge proprio per evitare che possa essere applicato il rito abbreviato per i reati puniti con la pena dell’ergastolo.

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