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Revisione auto, rinvio al 31 Ottobre 2020, ma continuano le multe

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Che cosa è la revisione auto

La revisione auto è l’obbligo per ogni proprietario di un’automobile di far verificare da un’officina autorizzata il corretto funzionamento dell’autovettura. Esso incombe dopo quattro anni dall’immatricolazione dell’autovettura e successivamente ogni due anni. L’adempimento dell’obbligo viene aggiornato sul libretto dell’autovettura, da parte dell’officina che ha posto in essere il controllo. E’evidente che la scadenza della revisione cambia a seconda della data di immatricolazione dell’autovettura. Il proprietario dell’automobile che dovesse circolare con la revisione scaduta è sanzionabile con una sanzione pecuniaria che va da €168 ad € 674 in base all’art 80 comma 14 Cds, egli sarà tenuto immediatamente ad effettuare la revisione, sul libretto dell’autovettura sarà annotato che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino a che non effettua la revisione. Ove il proprietario dell’auto non provveda ad effettuare la revisione e dovesse essere sorpreso a circolare, non avendo ottemperato all’obbligo impostogli, egli non solo subirà ulteriore sanzione pecuniaria più alta da Euro 419 ad Euro 1682 ma ad essa si aggiungerà anche il fermo amministrativo dell’auto.

Cosa prevede il decreto Cura Italia del 17 Marzo 2020

Il decreto Cura Italia all’art 97 comma 4 ha posticipato la scadenza revisione delle auto alla data del 31 Ottobre 2020. Chiunque ha un automobile con la revisione scaduta può effettuarla entro il 31 Ottobre 2020 senza essere multato, il decreto ha prorogato la scadenza ed è applicabile anche nei casi nei quali la scadenza della revisione era avvenuta prima del periodo di loockdown dovuto all’emergenza coronavirus.

Multe irrogate nonostante il Cura Italia

L’equivoco sulla data di scadenza della revisione

Nonostante ciò abbiamo notizie di molti automobilisti che sono stati multati durante il periodo del loockdown, in quanto circolavano con la revisione scaduta. In tutti i casi la revisione era scaduta prima di Marzo 2020 e così diverse forze dell’ordine hanno ritenuto, sbagliando, che in questi casi il decreto non andava applicato. Come sopra indicato, non vi era un preclusione temporale nel decreto Cura italia, la scadenza delle revisioni veniva prorogata al 31 Ottobre 2020 e non vi era una distinzione tra la data della scadenza della revisione per la quale quella prorogata dovesse essere soltanto quella scaduta dal mese di marzo 2020 in poi. Di conseguenza tutte le multe irrogate per scadenza di revisione irrogate dopo il 17 Marzo 2020 devono essere annullate a prescindere dalla data di scadenza della revisione. Ciò è stato chiarito da ben due circolari sia del Ministero degli interni che del Ministero dei Trasporti.

Cosa deve fare chi ha subito la multa per revisione scaduta

Annullamento in autotutela da inviare all’organo accertatore via pec o con consegna a mano

Chi ha subito multe e/o fermi amministrativi del veicolo nonostante la vigenza del Decreto Cura Italia può inviare richiesta di annullamento in autotutela alla pec dell’organo di polizia che ha irrogato il verbale, oppure presentarsi al relativo comando o sede distaccata e consegnarla a mano.  In caso di mancata risposta da parte dell’organo accertatore il cittadino potrà proporre ricorso davanti al giudice di pace anche personalmente pagando un contributo unificato di € 43,00 chiedendo l’immediata sospensione del provvedimento, in alternativa si potrà proporre ricorso al prefetto del luogo nel quale è stata contestata la violazione attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno. E’consigliabile ove non si riesca a risolvere il problema comunicando direttamente con l’organo accertatore, rivolgersi ad un professionista o ad un’associazione di consumatori. Purtroppo le incomprensioni tra governo e organi periferici comportano questi paradossi e a pagarne le spese sono sempre i cittadini.

E’ possibile chiedere il risarcimento ?

Il verbale per revisione scaduta potrebbe determinare anche il fermo amministrativo dell’automobile. E’ evidente che il cittadino che avesse subito un provvedimento del genere sarebbe stato ingiustamente penalizzato, non solo per la sanzione pecuniaria ma anche per il blocco della propria autovettura. Certamente l’organo che ha posto in essere l’ingusto verbale potrebbe essere chiamato a risarcire il danno arrecato purchè quest’ultimo venga provato. Pensiamo ai casi di autovetture aziendali, il fermo di una di esse per qualche settimana potrebbe causare danni anche ingenti per l’attività a cui esse erano adibite. Al fine di poter ottenere il risarcimento dei danni è importante effettuare una quantificazione dei danni con criteri attendibili, altrimenti meglio affidarsi alla valutazione equitativa del giudice a cui ci si è rivolti ed inoltre certificare di aver fatto tutto il possibile per far comprendere all’organo accertatore l’errore in cui è incorso.

In conclusione

Questa vicenda la dice lunga su come funziona il nostro paese da un punto di vista della tutela dell’effettività dell’ordinamento. Non sono bastate ben due circolari chiarificatrici a fermare i verbali, ma la cosa più assurda è l’atteggiamento degli organi accertatori che invece di collaborare a rimediare un errore a danno dei cittadini, spesso si chiudono nel silenzio. Noi auspichiamo che questi comportamenti siano ampiamente condannati dai giudici o dalle prefetture che dovranno essere investite dai ricorsi dei cittadini.

Avv. Italo Carbone

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