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Reddito di cittadinanza e navigator: trovato l’accordo

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I Navigator saranno assunti da Arpal servizi

Entro il 2021 i Centri per l’Impiego avranno 11 mila unità in più

E’stato trovato l’accordo tra Stato Regioni e Comuni in Conferenza unificata sull’assunzione dei Navigator, figura prevista nel provvedimento relativo al reddito di cittadinanza. I navigator saranno assunti da Anpal servizi (Agenzia nazionale politiche attive lavoro) e successivamente nelle Regioni ci saranno concorsi su base regionale. Entro il 2021 ci saranno altre 6 mila assunzioni in ambito regionale e 1600 stabilizzazioni. Aumentare di oltre 11 mila unità il personale adibito ai Centri per l’impiego. Per i navigator sono stati stanziati 90 milioni di euro.

Che cosa è il navigator

Saranno tre mila i navigator ad essere assunti

Il navigator è una figura prevista dal provvedimento normativo sul reddito di cittadinanza, che avrà il compito di aiutare il percettore del sussidio a trovare un’occupazione. Il navigator si porrà come intermediario tra cittadino e mercato del lavoro in modo da individuare un’ offerta di lavoro congrua. Com’ è noto infatti chi percepirà il reddito di cittadinanza non potrà rifiutare le offerte di lavoro congrue che gli vengono presentate pena la perdita del sussidio. Per rendere effettiva la presentazione delle offerte il Legislatore ha istituito questa figura del navigator. Inizialmente non era chiaro da chi dovevano essere assunti queste nuove figure, adesso è stato stabilito il numero che è di 3000 e non di 6 mila come si pensava inizialmente, e chi dovrà assumerli.

Potenziamento centri per l’impiego è una buona notizia per tutti

In Italia i dipendenti dei Centri per l’impiego sono molti meno rispetto agli altri paesi europei

Gettare le basi per il potenziamento dei centri per l’impiego rappresenta una buona notizia per tutti i cittadini. Si possono avere opinioni diverse sul reddito di cittadinanza, ma certamente non si può negare che i centri per l’impiego in Italia erano carenti sia dal punto di vista organizzativo e strutturale, sia come numero di addetti. Questi ultimi attualmente sono meno di un quarto degli altri paesi e le conseguenze di queste carenze si vedono dai numeri. La percentuale di Italiani che ha trovato lavoro attraverso i centri per l’impiego è molto più bassa rispetto agli altri paesi europei ( in Italia il 3% in Germania il 20%). In molti centri per l’impiego ci sono problemi di connessioni, mancano personal computer e quelli che ci sono desueti. I dipendenti dei centri per l’impiego attualmente si occupano per la maggior parte solo di pratiche burocratiche, soprattutto le certificazioni della disoccupazione. I risultati del potenziamento dei Centri per l’impiego si vedranno sul lungo periodo, tuttavia è un bene che finalmente si sia decisi a tentare di risolvere un problema fondamentale per il nostro paese.

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