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Quello che non ci dicono sulla “stretta” ai contanti

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Meno pagamenti in contanti meno evasione fiscale

Siamo alla vigilia della finanziaria e il nostro neo governo come sempre alla ricerca di danaro, pare si stia orientando sul decidere una legge che si ponga come obiettivo la riduzione dei pagamenti in contanti. Il nostro paese è infatti uno di quelli con la più alta percentuale di pagamenti ” cash” di Europa, e ciò comporta una minore possibilità di controlli dal punto di vista fiscale e un danno per l’erario. In buona sostanza la riduzione dei pagamenti in contanti determina la riduzione dell’evasione fiscale e quindi un aumento di gettito per le casse dello Stato, è questo il motivo per il quale si parla tanto della cosiddetta ” stretta” sui contanti. Il problema è che la guerra al contante determina dei costi aggiuntivi per gli esercenti attività e aumenti di ricavi per gli istituti di credito. Il compito dello Stato deve essere quello di bilanciare gli interessi in gioco, solo in questo modo potrà perseguire l’interesse collettivo e non l’interesse di pochi come purtroppo è spesso capitato in passato.

Attualmente sussiste obbligo per tutti i titolari di partita iva di mettere a disposizione dei clienti i pagamenti elettronici

Sanzione teorica per chi non rispetta tale obbligo

Ma quanto costa all’esercente attività o professioni mettere a dispozione dei clienti la possibilità di effettuare pagamenti elettronici ( carta di credito o bancomat). I costi richiesti dalle banche sono relativi al costo per l’installazione del cosiddetto Pos ( cioè l’apparecchio che consente il pagamento con carta), il comodato d’uso di quest’ultimo per il quale il canone è mensile ( circa 15 euro al mese), i costi fissi del pos a transazione, ossia una piccola percentuale in genere circa l’1% dell’importo del pagamento, o in alternativa un importo variabile a seconda dell’importo della transazione. E’ bene chiarire che l’obbligo per tutti i titolari di partita iva di mettere a disposizione un Pos per i propri clienti già sussiste, (dal 30 Settembre 2017, fu stabilito con la legge finanziaria del 2016) tuttavia non essendo ancora stata stabilita di fatto alcuna sanzione per coloro che non adempiono, sono molti gli esercenti attività professionali e/o commerciale a non essersi ancora adeguati. Inoltre anche i pagamenti elettronici presso gli esercenti che si sono dotati di Pos, non hanno una media molto elevata rispetto ai pagamenti in contanti. E’questo il motivo per il quale il Governo sta pensando ad una sorta di incentivo per aumentare il numero dei pagamenti elettronici ed ottenere una riduzione dei pagamenti in contanti.

Costi fissi del Pos e mancata sanzione per chi non si adegua a obbligo già previsto, aspetti completamente fuori dal dibattito.

Obbligo del Pos a prescindere dal fatturato è iniquo

A nostro avviso è neccessario cambiare totalmente approccio. In primo luogo l’obbligo del Pos per tutti i titolari di attività a prescindere dal fatturato non è condivisibile. Inoltre lo Stato ha dimostrato di non essere in grado neanche di stabilire una sanzione precisa per chi non si adegua. Il Pos obbligatorio è di fatto una tassa di quasi trecento euro annui per ogni attività, è evidente che una tassa del genere incida molto di più su chi ha una basso fatturato, piccole attività e professionisti agli inizi. E’evidente che un’attività che ha un fatturato entro i 100 mila euro annui ed un ricavo sui ventimila euro annui considererà il pos obbligatorio più che come un tassa che come ad un servizio da dare ai clienti. Non sono certamente costoro gli evasori dai quali lo Stato deve far cassa. In secondo luogo in tanti parlano esclusivamente delle commissioni che prendono le banche per ogni transazione o a seconda del tipo della transazione, ma nessuno sottolinea il problema dei costi fissi del Pos e del fatto che mancano sanzioni per chi non si adegua all’obbligo di mettere a disposizione dei clienti la possibilità di effettuare il pagamento elettronico. Noi riteniamo che è necessario abbassare i costi fissi del Pos e anche i costi sulle singole transazioni, inoltre auspichiamo una modifica sull’obbligo del Pos e sulle relative sanzioni. Sarebbe opportuno parametrare l’obbligo ai fatturati, e stabilire delle sanzioni esplicite per chi non si adegua. Non è possibile che lo Stato continui ad emanare leggi senza accertarsi che i cittadini le rispettino.

Avv. Tamara Liguori

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