Home Diritto del Lavoro Quando è possibile essere obbligato a lavorare il 1 Maggio

Quando è possibile essere obbligato a lavorare il 1 Maggio

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Presupposti per poter svolgere la prestazione lavorativa il giorno della festa dei lavoratori

Accordo individuale datore lavoratore, contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali che hanno delega esplicita in tal senso

Per poter lavorare legittimamente il primo maggio è necessario un accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore oppure un contratto collettivo nel quale le organizzazione sindacali abbiano avuto un mandato esplicito in tale senso da parte del lavoratore. In mancanza di uno di questi due presupposti non è possibile obbligare il lavoratore a svolgere la prestazione lavorativa nel giorno della festa dei lavoratori. La legge n. 260 del 1949 è esplicita nel concedere il diritto del lavoratore di astenersi dalla prestazione lavorativa il giorno di ricorrenze civili. Esso è un diritto soggettivo pieno a carattere generale. Soltanto i dipendenti del servizio sanitario pubblico o privato per esigenze di servizio, possono essere obbligati a svolgere la prestazione lavorativa in un giorno festivo

Non è sufficiente la deroga presente in un contratto collettivo il diritto all’astensione del lavoratore in un giorno festivo è un diritto soggettivo pieno

I principi su indicati sono stati riportati dalla Corte di Cassazione nella sentenza n.18887/2019 sezione lavoro la quale ha annullato con rinvio ad altro giudice una sentenza della Corte di Appello che aveva qualificato come licenziamento per giustificato motivo soggettivo, il provvedimento comminato nei confronti di un lavoratore che si era rifiutato di svolgere la prestazione lavorativa il giorno della festa dei lavoratori. I Supremi giudici hanno spiegato che il fatto che il contratto collettivo prevedesse la possibilità di lavorare anche nei giorni festivi non era sufficiente per ritenere legittima la richiesta del datore di lavoro. Questa sentenza fa comprendere come in materia di lavoro sia fondamentale saper interpretare le norme, in quanto il contratto collettivo nazionale sembrava non dare scampo al lavoratore, invece la Cassazione con una pronuncia molto interessante dal punto di vista interpretativo ha posto l’accento sul fatto che non può bastare una generica previsione di un contratto collettivo per consentire la rinuncia da parte del lavoratore di un diritto soggettivo così ampio. E’necessario dunque fare attenzione quando si esaminano i contratti collettivi anche a controllare il tipo di delega ricevuta dalle organizzazioni sindacali per la loro stipulazione. E’sempre consigliabile farsi assistere da professionisti del diritto quando si cercano le spiegazioni in relazione alle norme presenti nei contratti collettivi. La difficoltà esiste, basti pensare che in questa vicenda ben quattro giudici non hanno interpretato correttamente le norme, addirittura il Tribunale in primo grado aveva irrogato al lavoratore il licenziamento per giusta causa non riconoscendogli neanche il preavviso. Il rinvio della Corte di Cassazione determinerà la nullità del licenziamento se non è stato posto in essere l’accordo tra datore e lavoratore o se nel contratto collettivo non vi è un mandato esplicito in relazione ai festivi da parte del lavoratore alle organizzazioni sindacali.

Avv. Tamara Liguori

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