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Prescrizione non annulla la revoca della patente

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La prescrizione nel processo penale per il reato di guida in stato di ebbrezza non determina l’annullamento del provvedimento di revoca della patente

L’art 186 comma 2 lett c del codice della strada prevede che quando un automobilista guidi con un tasso alcoolemico superiore a 1,5 per litro e abbia provocato un incidente, la patente di guida gli venga revocata. In questi casi a carico dell’automobilista si instaura una doppio procedimento, quello amministrativo attraverso il quale gli viene revocata la patente tramite provvedimento del Prefetto e quello penale nel quale possono venire irrogati sanzioni o pene a seconda del grado di colpa che verrà accertato per il reato contestato. Ma che cosa accade se il procedimento penale si conclude per intervenuta prescrizione, ossia per decorso del tempo tale che non si può giungere alla conclusione del processo, decade pure la revoca della patente oppure quest’ultima resta valida pure essendo di fatto connessa al reato per cui era in corso il processo penale contro l’automobilista? Sul tema è intervenuta recentemente una sentenza del Consiglio di Stato, la n. 4136/2019, massimo organo di giustizia amministrativa che ha chiarito la vicenda ed enunciato il principio per il quale la prescrizione del reato non annulla la revoca del titolo di guida emanata dal Prefetto.

La revoca della patente provvedimento amministrativo sprovvisto di discrezionalità

E’sempre possibile impugnare la revoca davanti al giudice ordinario

Secondo il Consiglio di Stato la revoca della patente ai sensi dell’art. 186 comma 2 lett c del codice della strada non attribuisce alcun potere discrezionale all’organo amministrativo, ( in questo caso il Prefetto) esso deve prendere atto delle risultanze documentali di cui è venuto a conoscenza e applicare la legge. Ad avviso dei giudici amministrativi essendoci mancanza di discrezionalità si verte in materia di diritti soggettivi che come tali devono essere regolati dal giudice ordinario e non da quello amministrativo. Nonostante questa distinzione il Consiglio di Stato non si esime dal ricordare due norme sulle quali basare il mantenimento della revoca, nonostante la dichiarazione di prescrizione nel procedimento penale. La prima è quella prevista dall’art. 168 ter comma 2 del codice penale che prevede che in caso di estinzione del reato, le sanzioni accessorie non sono pregiudicate se previste dalla legge; La seconda è l’art 224 comma terzo del codice della strada che prevede che nel caso di estinzione del reato per causa diversa dalla morte dell’imputato, il prefetto procede all’accertamento della sussistenza delle condizioni di legge per l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria. Su questa pronuncia del Consiglio di Stato ci sono delle perplessità perchè c’ è da chiedersi che cosa  accade se viene dichiarata la prescrizione di un procedimento penale nel quale l’imputato si fosse difeso sulla veridicità e la correttezza dell’accertamento del tasso alcoolico rilevato ? In quel caso l’imputato doveva continuare a sopportare le conseguenze di un provvedimento amministrativo che riteneva ingiusto?. Ad ogni modo c’è da sottolineare che è sempre possibile per chi subisce il provvedimento amministrativo connesso al procedimento penale, impugnarlo a parte davanti al giudice ordinario ove ci siano state irregolarità formali da porre in evidenza.

Avv. Italo Carbone

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