Home Home Le modifiche all’abuso di ufficio e la sindrome della firma

Le modifiche all’abuso di ufficio e la sindrome della firma

20
0

 

Il reato di abuso di ufficio blocca l’italia?

Indagini spesso termerarie giungono a sentenza di condanna una volta su cinque

A dire di molti amministratori locali sindaci e presidenti di regione in primis, uno dei motivi che blocca l’Italia è l’art 323 del codice penale norma che regola l’abuso di ufficio dei funzionari pubblici. I confini di tale norma sono molto labili di conseguenza ogni amministratore teme di rimanervi immischiato con tutte le conseguenze legali e mediatiche che ciò comporta. Secondo i dati almeno la metà delle indagini relative ai reati in cui è coinvolta la pubblica amministrazione riguardano l’abuso di ufficio e di queste soltanto il 22% è giunta ad una sentenza di condanna. Le conseguenze che determina l’abuso di ufficio sono una sorta di immobilsimo produttivo che viene incredibilmente favorito per il fatto che i funzionari pubblici nel dubbio non firmano. Ma perchè i confini di questa norma sono così labili? Cerchiamo di capire nel dettaglio il perchè di questa situazione e che cosa prevede l’art 323 cp attualmente e cosa prevede la modifica, sulla quale pare ci sia l’accordo tra le forze politiche che compongono la maggioranza di governo.

La modifica in discussione

Rendere più chiari i confini della norma

L’attuale art 323 cp prevede  “Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico sevizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.  Il problema di questa misura è stato individuato nell’ampiezza dell’inciso  ” in violazione di norme di legge o di regolamento”, previsione considerata troppo generica, e che può determinare, vista l’innumerevole mole delle leggi anche locali presenti nel nostro ordinamento, di trovarsi indagati per abuso di ufficio in molteplici casi, avvertendo una situazione di incertezza. Il dubbio determina la cosiddetta sindrome da firma e ciò blocca tante decisioni. Ogni funzionario pubblico prima di prendere una decisione è orientato sempre a chiedere una pluralità di pareri, che determinano infinite perdite di tempo e che spesso non sono neanche obbligatori, ma servono al funzionario per sentirsi più sicuro nell’apposizione della firma. Cosi nell’accordo che pare sia stato trovato tra le forze di governo vi è la modifica di quell’inciso con ” in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margine di discrezionalità”. Tale modifica renderebbe più chiari i contorni del reato e restituirebbe più sicurezza ai funzionari pubblici nell’esercizio delle loro funzioni.

Avv. Tamara Liguori

 

Facebook Comments