Home Diritto Tributario L’accertamento fiscale e l’inutilizzabilità dei documenti

L’accertamento fiscale e l’inutilizzabilità dei documenti

In materia tributaria non esiste norma che espressamente prevede l'inutilizzabilità dei documenti acquisiti in violazione di norme a favore del contribuente. La Corte di Cassazione lo ha specificato nell'ordinanza riportata.

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accertamento fiscale

Non esiste nell’ordinamento tributario una norma espressa sull’inutilizzabilità

La sottrazione irrituale dei documenti contabili non determina la nullità dell’accertamento fiscale

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 29132/ 2018 affronta il problema dell’inutilizzabilità dei documenti acquisiti irritualmente durante l’effettuazione degli accertamenti fiscali. La Suprema Corte richiama una serie di precedenti giurisprudenziali ( tra tutte Cass. sez. tributaria n. 4066/2015) e sottolinea la differenza tra la giurisdizione tributaria e quella penale. Non vi è infatti alcuna norma che impedisce all’agenzia delle entrate di utilizzare documenti acquisiti senza il consenso del legale rappresentante e quindi in violazione delle norme di cui all’art. 12 comma 3 dello Statuto del contribuente, a fondamento di un accertamento fiscale. I documenti sono utilizzabili a meno che non ci sia una norma che espressamente  lo vieta, oppure essi siano stati acquisti attraverso violazioni di principi costituzionali fondamentali ad esempio libertà personale o violazione di domicilio. Nel caso oggetto di sentenza era stato violato l’art. 12 comma 3 dello Statuto del contribuente e da tale violazione era stata impugnata con successo la fondatezza dell’accertamento. L’art. 12 comma 3 indicato prevede che durante l’accertamento il contribuente controllato può chiedere che l’esame dei documenti contabili ed amministrativi venga effettuato presso l’ufficio del verificatore o presso il professionista incaricato della tenuta contabile. Invece gli agenti accertatori avevano appreso la documentazione senza il consenso del legale rappresentante della società oggetto di controllo.

Gli organi accertatori hanno il dovere di verificare l’attendibilità dei documenti

Nel codice di procedura penale l’inutilizzabilità dei documenti acquisiti illegalmente è espressamente prevista dall’art. 191 cpp. Norma di tal genere è assente nell’ordinamento tributario. La Cassazione definisce irrituale l’acquisizione documentale avvenuta nel caso di specie, ma non inutilizzabile. Essa afferma che gli organi accertatori hanno esclusivamente il dovere di verificare l’attendibilità dei documenti asportati e che l’utilizzabilità va esclusa soltanto in caso di preclusioni specificamente previste, ma non in linea generale.   Sebbene l’ordinanza della Cassazione richiami un orientamento già conosciuto, essa rappresenta un ulteriore monito per coloro che pensano di poter essere esonerati dagli accertamenti fiscali attraverso la contestazione di violazione procedurali. Queste ultime non possono determinare la nullità dell’accertamento, pertanto se è certamente diritto del contribuente avere controlli e verifiche improntati alle regole previste dalle leggi, è anche diritto-dovere dell’amministrazione finanziaria perseguire i contribuenti qualora ci siano presupposti documentali per sanzionarli.

Avv. Italo Carbone

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