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La tassa sulla plastica e i consumatori

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L’obiettivo è la riduzione della plastica ma con l’imposta si rischia di penalizzare soprattutto i consumatori

In questi ultimi giorni il dibattito politico si sta focalizzando sulla cosiddetta tassa sulla plastica presente nel documento programmatico relativo alla legge di Bilancio 2020. Tale nuova imposta determinerebbe il pagamento della tassa di un Euro per ogni kilo di plastica prodotta in riferimento alle bottigliette di acqua, ai contenitori per il latte e agli imballaggi per la frutta, o per le tv o i computer, sono compresi anche i contenitori di polistirolo, i tappi e le etichetti di plastica. Alcuni prodotti in plastica sono stati esclusi dall’imposta per esempio: le siringhe, le taniche o i contenitori per la custodia di oggetti. Si tratta di prodotti riutilizzabili. Sarà previsto un credito di imposta del 10% a decorrere dal 1 Gennaio 2020 per chi produce plastica e deciderà di produrre materiali biodegradabili e compostabile fino ad un massimo di € 20.000 annui.  La ratio del provvedimento si fonda sulla difficoltà dello smaltimento della plastica ( problema che ha dimensioni planetarie) ed è ispirato anche dalla direttiva europea n. 2019/904 la quale ha tracciato obiettivi da raggiungere per la riduzione dell’utilizzo della plastica a decorrere dal 2025. La finalità è però proprio quest’ultima. Il provvedimento italiano mira a disincentivare l’uso della plastica attraverso l’imposizione di un’imposta, ma è una scelta del Legislatore quella di favorire materiali alternativi alla plastica attraverso un’imposta L’obiettivo Europeo è quello della riduzione dell’uso della plastica, poi ogni Stato membro decide il modo in cui perseguirlo. La tassa sulla plastica finirà per incidere sui prezzi applicati al consumatore finale. Già sono stati effettuati diversi calcoli per cercare di capire quale sarebbe l’impatto della nuova imposta sugli utenti finali. Si parla di un aumento soltanto soltanto per l’acqua di costi di circa venti euro all’anno per le famiglie.

Incentivare i materiali ecosostenibili attraverso la comunicazione e le politiche fiscali

Di fatto questa nuova tassa la pagheranno i consumatori

E’ indiscutibile che è necessario porre in essere delle politiche per ottenere la di riduzione dell’uso del consumo della plastica, sul punto non ci possono essere dubbi. Tuttavia ci sono tanti aspetti da tenere presente. Il primo punto a nostro parere è quello comunicativo, il consumatore deve essere informato il più possibile sui problemi che i prodotti in plastica determinano all’ambiente. Ciò va effettuato tramite una comunicazione estesa e di massa, non può ridursi a semplice avvertimenti su singoli prodotti o effettuati da singole aziende. Il secondo punto è quello di aumentare gli incentivi sull’utilizzo di contenitori fatti di materiali alternativi alla plastica, in maniera da indurre i produttori a investire su questi ultimi. L’imposta sulla plastica costituisce certamente una modalità efficace per ottenerne la riduzione dell’utilizzo ma certamente non è l’unica modalità possibile da poter implementare. E’ chiaro che i produttori di imballaggi e di materiale plastico per prodotti alimentari devono indirizzare i loro investimenti futuri su materiali compostabili e biodegradabili, ma forse più che di una tassa sull’attuale avevano bisogno di incentivi fiscali per potersi dedicare all’utlizzo di produzione con più alta sostenibilità ambientale. Il credito di imposta previsto nella bozza del provvedimento appare un pò poco, vista l’importanza del problema e la rilevanza delle aziende produttrici di plastica nel nostro terrritori. Il gettito risultante dalla tassa sulla plastica poteva essere utilizzato dagli stessi produttori per cercare di convertire la propria attività, invece che inserire un altro balzello fiscale che si tramuterà in un aumento dei costi per il consumatore finale. A nostro parere era molto meglio che lo Stato mettesse i produttori di plastica di fronte ad una scadenza temporale precisa, piuttosto che introdurre una nuova tassa i cui effetti sul mercato sono comunque non del tutto prevedibili.

Il punto di vista dei consumatori

Rendere più agevoli gli acqusti di prodotti non contenuti in plastica

Sempre più consumatori sono sensibili all’aspetto ambientale quando acquistano prodotti. Tuttavia molto spesso non sono messi in condizione di poter assecondare la loro intenzione di comprare in maniera di non impattare negativamente sulla sostenibilità ambientale. Le offerte di prodotti contenuti in plastica sono dominanti nella grande distribuzione molto meno i prodotti contenuti in altri materiali. Non c’è molta differenza di prezzo tra l’acqua contenuta in bottiglia di plastica e quella contenuta in vetro, molti consumatori sarebbero disposti a spendere in più per avere l’acqua in vetro ma non lo fanno perchè acquistare l’acqua in vetro è quasi sempre più scomodo. In molti supermercati l’acqua in vetro non viene neanche venduta. Bisogna rivolgersi a rivenditori e preoccuparsi della restituzione del vuoto, oppure chiedere il trasporto dell’acqua a domicilio e in quel caso i costi aumentano sensibilmente. Molto successo hanno avuto le cosidette case dell’acqua dove il consumatore può andarsi a riempire la propria bottiglia d’acqua personalmente utilizzando sempre le stesse bottiglie come contenitori. Tuttavia anch’esse non sono disponibili dappertutto.  Se verrà applicata l’imposta sulla plastica i consumatori si troveranno aumentati i costi ma avranno sempre le stesse difficoltà ad acquistare prodotti contenuti in materiale alternativo. E’ questo il punto fondamentale che riguarda i consumatori, essi cioè non solo vanno avvertiti dei rischi ambientali cui porta la plastica, ma vanno anche agevolati nell’acquisto di prodotti contenuti in materiale alternativo. E’soltanto attraverso questo doppio lavoro che si può ottenere un circuito virtuoso, nel quale i cittadini vengano gradualmente orientati in maniera del tutto consapevole ad effettuare acquisti ecosostenibili. In questo modo il mercato si posizionerà di conseguenza e metterà al centro della propria produzione e della ricerca, idee per sviluppare prodotti esclusivamente con materiali compostabili e/o biodegradabili.

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