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LA RICHIESTA DEI DANNI CONTRO GLI ABUSI DEL FISCO

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In molti casi gli accertamenti fiscali si concludono con un nulla di fatto nei confronti del contribuente. Purtroppo occorre segnalare che  spesso anche quando all’ esito delle sentenze venga accertata la correttezza del comportamento del contribuente, i giudici compensano le spese tra le parti. In questo modo il contribuente onesto sottoposto ad un ingiusto accertamento fiscale si trova comunque costretto a sostenere le spese di lite. Tuttavia sussistono dei casi nei quali è possibile chiedere il risarcimento dei danni nei confronti del fisco e degli agenti della riscossione. Questi ultimi, come è noto, costituiscono il “ braccio armato “ del fisco, nel senso che quando viene accertata una violazione tributaria e sono decorsi i termini per impugnare oppure si è impugnato e non si è ottenuta alcuna sospensiva della pretesa, è tramite essi che il sistema fiscale pone in essere le azioni per recuperare le somme oggetto della violazione tributaria. Gli agenti della riscossione hanno dunque un compito molto delicato, ed è molto importante che nell’ esercizio di tale compito vengano rispettate tutte le previsioni di legge. Le azioni esecutive infatti possono determinare problematiche importanti alla vita quotidiana o all’ attività lavorativa di un contribuente, di conseguenza quando esse vengono mal impostate possono rappresentare il presupposto per consentire al contribuente ingiustamente perseguito di richiedere il risarcimento del danno all’ agente della riscossione o direttamente all’ ente creditore ( agenzia delle entrate polizia municipale, comune, regione ecc….).  In questo senso l’art. 59 dell’ Dpr 602/1973 consente a chiunque si senta leso dall’ esecuzione esattoriale la possibilità di agire nei confronti del concessionario, e a quest’ultimo di chiamare in causa l’ente creditore. Il contribuente che si senta leso dall’ esecuzione, oltre a dare atto della violazione normativa subita, dovrà dimostrare l’esistenza del danno richiesto, nonchè il nesso di causalità tra il danno stesso e la illegittima esecuzione subita. Il danno risarcibile è sia quello patrimoniale che quello non patrimoniale, anche se è necessario fornire prove dettagliate di entrambi. L’azione può essere presentata davanti al Tribunale Ordinario alla stregua di un azione per risarcimento dei danni per responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 c.c. Per chiarire meglio le possibilità per il contribuente di agire nei confronti dell’Agente della riscossione è utile fare un esempio. Pensiamo al caso del fermo amministrativo di un bene mobile registrato (automobile) per un credito tributario che all’agenzia delle entrate risulta non pagato ma che invece risulta pagato. Il contribuente allegando in giudizio la ricevuta del pagamento dimostra la correttezza del suo comportamento e l’illegittimità del fermo. Al fine di ottenere giustizia dovrà adire la competente autorità giudiziaria la quale certamente gli darà ragione dichiarando l’illegittimità del fermo e la responsabilità dell’agente della riscossione e/o dell’ente creditore. Se, in un caso del genere il contribuente è in grado di provare di aver subito danni per effetto del fermo egli potrà chiederne conto all’agente della riscossione mediante un’azione di risarcimento danni davanti al Tribunale ordinario. In un caso del genere la responsabilità sarebbe attribuita all’ente creditore, che sarebbe chiamato in causa dall’Agente della Riscossione. E’importante sottolineare che la controversia per risarcimento danni nei confronti del fisco ( Agente riscossione Equitalia Agenzia delle entrate ecc….) può essere instaurata solo dopo che è terminata la controversia tributaria a cui l’azione si riferisce. Infine è utile segnalare che è applicabile alle controversie in materia l’art. 96 del codice di procedura civile,  norma che prevede la richiesta dei danni nel caso in cui la parte soccombente abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave. Nei casi nei quali cioè la pretesa dell’ Agente della riscossione sia completamente infondata o totalmente sproporzionata rispetto alle violazioni contestate il contribuente all’ interno del medesimo processo tributario può chiedere il danno per responsabilità aggravata.

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