Home Codice della strada La data di notifica delle multe e quel timbro che non c’è

La data di notifica delle multe e quel timbro che non c’è

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La data della notifica del verbale è la prima cosa che verifica il giudice al momento della presentazione del ricorso

Se non viene rispettato il termine di presentazione del ricorso, esso viene dichiarato inammissibile

Quando si propone un ricorso avverso una contravvenzione relativa alla violazione del codice della strada, la prima cosa che verifica il giudice è la data di notifica, ossia il giorno nel quale il ricorrente ha ricevuto la sanzione. Tale verifica è necessaria e preliminare a qualunque esame della controversia, in quanto il codice della strada prevede che è possibile presentare il ricorso avverso verbale di violazione al cds entro trenta giorni dalla notifica, altrimenti il ricorso è da considerare inammissibile. La data della notifica della contravvenzione è apposta sulla busta contenente la contravvenzione, di conseguenza il ricorrente depositerà unitamente al ricorso tutto l’incartamento ricevuto e avrà fornito prova della data di notifica. Tuttavia dobbiamo segnalare che alcuni uffici postali non appongono più il timbro sulle buste, e in alcuni casi quest’ultimo pur presente non si vede chiaramente. Come fare in questi casi ? Come dare la prova della notifica? Diversi giudici di pace chiedono al ricorrente di depositare la stampa del “dove quando” di Poste Italiane.it attraverso l’utilizzo del codice della raccomandata presente sul verbale di contravvenzione. Inserito il codice, il sito di Poste Italiane ci dirà tra le altre cose la data nella quale è stata consegnata la raccomandata avente ad oggetto la multa. Poste Italiane ha censurato la prassi di alcuni uffici locali di non apporre più i timbri di spedizione, facendo sapere che la procedura corretta è quella che ne prevede assolutamente l’apposizione. Tuttavia il problema rimane.

La contumacia dell’ente accertatore

Gli organi accertatori conoscono sempre la data della notifica

Capita spesso infatti che nei ricorsi avverso le contravvenzioni il comando accertatore o l’ente locale che ha irrogato la sanzione, sia contumace, ossia non compaia nella causa, così il giudice deve verificare il rispetto del termine per presentare il ricorso da parte del ricorrente e per farlo deve conoscere la data di notifica del verbale. L’assenza dell’ente notificatore, rende necessaria la verifica del timbro, viceversa se l’ente fosse presente potrebbe fornire esso stesso la prova della data di notifica di cui è certamente a conoscenza. Gli organi accertatori sono infatti sempre a conoscenza della data di notifica, in quanto essi sono sempre tenuti a controllare la tempestività dei pagamenti da parte dei cittadini soggetti alle contravvenzioni.

Consigli per i cittadini che ricevono una contravvenzione

Problema meno grave per il ricorso al Prefetto

Noi consigliamo coloro che ricevono un verbale di violazione del codice della strada di conservare sempre sia la busta che il foglio della contravvenzione, sia nel caso che si decida di pagare sia a maggior ragione nel caso in cui si ha intenzione di presentare ricorso. Quando si effettua il pagamento è fondamentale conservare la ricevuta di esso e allegarla al verbale, a decorrere da cinque anni dal giorno della notifica se dovessero arrivare altre pretese di pagamento fondate sul verbale, basterà esibire la ricevuta di pagamento per essere liberi da ogni conseguenza. Nel caso in cui si decida di presentare ricorso, la contravvenzione va esibita in giudizio, al fine di dimostrare la data di notifica, se dalla busta non si evince, il giudice di pace consentirà di provare in altro modo la data di notifica ( in genere con il dove quando di poste italiane). Per ciò concerne l’altra modalità di ricorso avverso le contravvenzioni, ossia il ricorso al Prefetto ( esperibile nei sessanta giorni dalla notifica della contravvenzione) il problema è meno grave perchè nella procedura di cui all’art 201 del cds è previsto che l’organo prefettizio invii la documentazione relativa al ricorso all’organo accertatore che è già a conoscenza della data di effettiva notifica.

Avv. Italo Carbone

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