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Il nuovo modello per l’autocertificazione e le conseguenze dell’ammenda

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Oltre trentamila denunce per violazione del Dpcm sugli spostamenti

Ad oggi sono oltre trentamila le denunce per violazioni del Dpcm limitativo degli spostamenti nel territorio nazionale a causa delle restrizioni dovute all’emergenza covid 19. Sono in molti quelli che ci stanno chiedendo cosa accade se vengono fermati e sanzionati dalle forze dell’ordine per essere usciti senza gli oramai celebri comprovati motivi di necessità, di esigenze di lavoro o di salute. Cogliamo l’occasione per rispondere nel dettaglio a questi legittimi interrogativi. Ricordiamo che in generale è consigliabile spostarsi solo per i motivi su indicati. L’obbligo giurdico delle comprovate ragioni è necessario solo se ci si sposta in altro territorio comunale, diverso da quello di residenza. Alcune regioni hanno vietato gli spostamenti all’interno dello stesso comune se non per le ragioni su indicate, dunque passeggiate, jogging, sono vietate. Altre per ridurre uscite hanno chiuso parchi pubblici e ville comunali.

Il nuovo modello di autocertificazione

Il 17 Marzo è stato redatto un nuovo modello di autocertificazione scaricabile dal sito del Ministero degli Interni nel quale vi sarà lo spazio per la controfirma dell’operatore di polizia che esonera il cittadino dal dover allegare alla dichiarazione la copia del proprio documento di idenitità, come di norma dovrebbe accadere in tutte le autocertificazioni.  Il cittadino col nuovo modello dovrà dichiarare di non essere in quarantena ai sensi dei Dpcm o di provvedimenti di altri enti pubblici e di non essere risultato positivo al tampone per il covid 19.

Ammenda è sanzione pecuniaria penale, è differente dalla multa per violazioni del codice della strada

Se venite fermati per uscita ingiustificata contattate un avvocato, e consegnategli il verbale che le forze dell’ordine che vi avranno fatto sottoscrivere

L’ammenda ( di Euro 206) non è una multa come quelle previste dal codice della strada in caso di divieto di sosta o di eccesso di velocità. In quel caso infatti ci si trova di fronte ad una sanzione amministrativa, il cittadino paga la multa e non avrà più alcuna conseguenza da temere. L’ammenda è una sanzione pecuniaria di carattere penale dovuta ad una reponsabilità contravvenzionale, costituita da un importo che va dai 2 ai 1000 euro. Cosa vuol dire? Vuole dire che chi riceve l’ammenda in base all’art 650 cp è tenuto a versare la sanzione pecuniaria all’esito di un vero e proprio procedimento penale nel quale nei caso di semplice violazione del Dpcm “per uscita non giustificata” sarà emesso un decreto penale di condanna, nel quale il cittadino sanzionato, potrà decidere se opporsi entro quindici giorni ( nel caso ritenga di essere innocente) e dare inzio ad un vero e proprio procedimento penale o se provvedere al pagamento della sanzione tramite la cosiddetta oblazione che determinerà l’estinzione del reato. Tutto questo previa nomina di un difensore o tramite difensore di ufficio. Se il comportamento del cittadino costituisce ulteriori reati ( al di là della ingiustificata uscita), egli potrebbe non ricevere il decreto penale di condanna, ma potrà essere raggiunto dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari nel quale gli sarà nominato un difensore di ufficio e sarà invitato a nominare difensore di fiducia, e dove saranno contestati tutte le norme penali da egli violate con il suo comportamento. I reati ascrivibili sono diversi, specie se l’uscita ingiustificata costituisce violazione più grave e di più norme, pensiamo a chi esce ed è in stato influenzale, o che esce e viola la quarantena che gil è stata disposta per aver avuto contatti positivi o perchè provenienti da zona rossa. Noi consigliamo tutti di stare a casa, ad ogni modo se vi dovesse capitare di essere fermati e subire l’ammenda, consultate un avvocato cui spiegherete il contesto e le modalità in cui siete stati fermati e consegnerete copia del verbale che gli organi di polizia vi avranno rilasciato e fatto sottoscrivere. Il difensore vi consiglierà sul da farsi. Non cercate di risolvere la vicenda consultando internet, ma rivolgetevi a professionisti abilitati che possano tutelare al meglio tutti i vostri diritti.

Avv. Tamara Liguori

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