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Incostituzionale il decreto sicurezza

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Violato l’art 3 della Costituzione sotto un doppio profilo

Irragionevole non consentire ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe

La Corte Costituzionale con un comunicato ha dichiarato che è stata sancita l’incostituzionalità del dl 113/2018 ( noto come decreto sicurezza) nella parte in cui non consente ai richiedenti asilo di potersi iscrivere all’anagrafe. Nel comunicato si legge che la tale norma è in contrasto  l’art 3 della Costituzione sotto un doppio profilo.

Quali sono i termini della questione

Perchè non iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo genera caos?

La sentenza non è stata ancora pubblicata ma i termini della questione si conoscono. Il decreto sicurezza, fu una delle leggi simbolo del passato governo quello che vedeva la presenza della Lega, tra le norme in esso contenute vi era una previsione che impediva ai richiedenti asilo, ossia coloro che erano in attesa di conoscere se avevano diritto oppure no di rimanere nel nostro paese, di richiedere l’iscrizione all’anagrafe. Tale norma ostacolava l’esercizio di alcuni diritti che i richiedenti asilo potevano esercitare, e così diversi tribunali tra cui quello di Salerno e quello di Milano avevano richiesto alla Corte Costiuzionale, se tale previsione fosse o meno in contrasto con alcune fondamentali norme costituzionali. La Corte ha constatato l’incostituzionalità di tale previsione, sottolineando che essa viola l’art 3 della Costituzione sotto un doppio profilo. In primo luogo attraverso di essa non si tutela in alcun modo la sicurezza e di controllo del territorio, dunque essa è irragionevole. In secondo luogo la norma determina una incomprensibile disparità di trattamento nei confronti dei richiedenti asilo, i quali vengono ingiustificatamente ostacolati nell’esercizio di diritti che l’ordinamento gli concede.

L’iter di modifica del decreto sicurezza era già iniziato

Diversi Tribunali avevano imposto ad alcuni Comuni di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo 

il governo già si stava attivando per modificare il decreto sicurezza e consentire ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe, ciò perchè erano stati diversi i tribunali a dar ragione ai richiedenti asilo e ad ordinare ai Comuni l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo. La Corte Costituzionale ha dunque confermato ciò che taluni giudici e molti osservatori sostenevano da tempo, ossia che impedire l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo non tutelava in alcun modo la nostra sicurezza ma determinava soltanto un caos burocratico che generava soltanto confusione nelle pubbliche amministrazioni. In uno Stato serio tale contenzioso non avrebbe dovuto arrivare in Corte Costituzionale, ma una volta avuta contenzza dell’irrazionalità della norma sarebbe stato necessario modificarla immediatamente. In Italia invece, in questo come in altri casi, è necessario arrivare sino alla Corte Costituzionale per rendersi conto di cose che erano evidenti fin da prinicipio a chi masticasse un pochino di diritto costituzionale.

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