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Imu: la separazione di fatto non basta per ottenere l’esenzione

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Si è esenti dal pagamento dell’ Imu per l’abitazione principale

E’noto che per l’abitazione principale si è esonerati dal pagamento dell’Imu. Per abitazione principale si intende quella dove si stabilisce la propria residenza che può coincidere con quella familiare. Chi abita con la propria famiglia in un immobile di proprietà, o anche in comproprietà con il coniuge, non pagherà l’Imposta municipale unica su quell’immobile.  Ma che cosa accade se i coniugi si separano? chi si è allontanato dalla casa familiare può chiedere l’esenzione Imu nella nuova casa in cui si è trasferito? e quali sono i documenti che deve presentare per poter essere esonerato dal pagamento?

Cosa deve fare il coniuge separato per ottenere l’esenzione dal pagamento dell’ Imu nella nuova casa dove si è trasferito

Cambio residenza, separazione legale, titolo di proprietà 

Il coniuge separato al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento dell’Imu deve presentare il certificato di nuova residenza, il titolo di proprietà dell’immobile in cui va ad abitare e il provvedimento di separazione legale firmato dal giudice. Presentando i documenti che attestano tali requisiti, il coniuge separato avrà diritto all’esenzione del pagamento dell’Imu. Quest’ultimo è infatti riconnesso al fatto che l’immobile è adibito dal contribuente ad abitazione principale e propria residenza. La necessità di tali requisiti è stata confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione sezione quinta n. 18357 del 9 Luglio scorso, che ha respinto il ricorso di una donna che richiedeva l’annullamento dell’ Imu a lei addebitata per un immobile nel quale si era trasferita. La donna era separata di fatto ma aveva cambiato la residenza nel nuovo appartamento. Secondo la Suprema Corte la donna non aveva sufficientemente provato il diritto all’esenzione, non essendo sufficiente il solo cambio di residenza. Ella avrebbe dovuto esibire il provvedimento di separazione, che invece non aveva allegato alla richiesta, essendo  separata soltanto di fatto. Secondo i giudici l’abitazione principale della signora doveva ancora considerarsi la casa familiare e di conseguenza usufruendo del beneficio in quell’abitazione, sebbene unitamente al marito, ella non aveva diritto all’esenzione nella nuova abitazione. In altri termini l’ordinamento in materia fiscale non può nella irrogazione delle imposte dar rilievo anche alle situazioni di fatto, come nel caso descritto, altrimenti si darebbe adito comportamenti fraudolenti nei quali si assisterebbero a cambi di residenza al solo fine di sfuggire al pagamento delle imposte sulle seconde case. Del resto è tristemente noto che nel nostro paese vi sono diversi di separazioni matrimoniali fittizie organizzate al fine di acquisire vantaggi fiscali di vario genere, figuriamoci se si desse rilievo pure alle separazioni di fatto.

Avv. Tamara Liguori

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