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Imu: la residenza può non essere sufficiente per l’esenzione

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Il marito non separato che acquista altra casa e cambia residenza non deve essere esonerato dall’Imu

L’abitazione principale resta quella familiare

L’imposta municipale unica ( Imu) sugli immobili di proprietà, com’è noto, non deve essere pagata sull’abitazione principale del contribuente, sempre che non si tratti di appartamenti di lusso. Tuttavia un caso limite è pervenuto recentemente all’esame della Corte di Cassazione, ossia quello di un marito, non legalmente separato, che aveva la residenza in un appartamento diverso da quello della sua famiglia ed essendo unica casa, riteneva di non dover versare l’imposta sull’immobile. La Corte di Cassazione dopo che nei primo due gradi di giudizio il contribuente aveva avuto ragione, con ordinanza n. 5314/2019, è stata di altro avviso, ritenendo invece che il marito era tenuto a pagare l’imposta sull’immobile dove aveva la residenza perchè essa non poteva essere ritenuta abitazione principale. I giudici hanno ritenuto cioè che nel caso di specie la residenza non poteva essere considerato un criterio attraverso il quale attribuire l’esenzione dall’imposta. La ratio legislativa di esenzione dall’Imu si riconnette all’abitazione principale della famiglia nel suo complesso. Il marito ne usufruiva tramite la moglie, intestataria della casa familiare, ad avviso dei giudici, dunque non poteva usufruirne in un altro immobile, senza essersi legalmente separato. La giurisprudenza sulla definizione dell’abitazione principale ai fini dell’esenzione dall’Imu è molto chiara e nel caso oggetto di sentenza, non si può non ritenere che la abitazione principale del ricorrente sia indiscutibilmente quella familiare.

Sentenza discutibile ma condivisibile

Abitazione principale e residenza possono non coincidere?

Generalmente si è soliti ricondurre l’abitazione principale a quella dove si ha la residenza. Tuttavia si può ottenere la residenza in luogo diverso da quello dove si vive con la propria famiglia. Basta fare richiesta al Comune esibire l’atto di proprietà dell’immobile ed essere di tanto in tanto nell’appartamento. Generalmente i controlli dei vigili o degli impiegati comunali sono sporadici o comunque poco dettagliati. In genere tuttavia se non vi è una separazione tra i coniugi, tale richiesta non viene effettuata perchè la residenza in un luogo diverso, se da un lato può essere utilizzata per chiedere l’esenzione dall’Imu, potrebbe determinare il pagamento di altre imposte come ad esempio la Tarsu, anche se quest’ultima è riconnessa anche alla stipulazione di contratti di luce e gas sull’immobile. Il punto fondamentale da comprendere è che se l’unico motivo per cui si richiede la residenza in un immobile è l’esenzione dall’Imu, ciò non deve essere consentito, e su questo punto l’ordinanza della Cassazione è stata abbastanza esplicita.

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