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FATTURAZIONE A 28 GIORNI RIMBORSI ENTRO IL 31 DICEMBRE

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fatturazione a 28 giorni

La restituzione potrà avvenire in più fatture

Il periodo decorre dal 23 Giugno 2017 al ripristino della fatturazione mensile

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con delibera n. 269/18  ha stabilito che le compagnie telefoniche Wind tre, Fastweb, Tim, e Vodafone dovranno restituire tutto quello che hanno percepito in più dai loro utenti con la fatturazione a 28 giorni, nel periodo tra il 23 Giugno 2017 e il momento nel quale è stata ripristinata la fatturazione su base mensile. L’autorità ha confermato il criterio dei cosiddetti ” giorni erosi” ossia il calcolo del risarcimento deve essere basato sui giorni in più scaturiti dalla fatturazione a 28 giorni. Ad avviso dell’autorità tale calcolo è agevole soprattutto per coloro che non hanno cambiato compagnia che sono la maggior parte  (per esempio per il mese di Luglio i giorni in più sono tre per il mese di Settembre, i giorni in più sono due e così via). La restituzione potrà avvenire anche in più fatture e anche attraverso strumenti di compensazione con i clienti purchè previamente comunicati all’autorità.

La posizione delle compagnie telefoniche

La richiesta di attendere la sentenza del Consiglio di Stato e la contestazione del criterio dei giorni erosi

Le compagnie telefoniche avevano chiesto che si attendesse il passaggio in giudicato della sentenza con la pronuncia del Consiglio di Stato perchè se quest’ultimo avesse accolto le loro doglianze per le aziende sarebbe stato complicato il recupero dei soldi dagli utenti. Gli operatori di telefonia avevano anche rilevato la difficoltà del calcolo del quantum da restituire, visto che a seconda della tipologia contrattuale utilizzata dall’utente i conti cambiavano, ed inoltre esse mettevano in discussione il criterio dei giorni erosi. Ossia il criterio per il quale all’utente dovevano essere restituiti tutti gli importi che egli avesse pagato in più per giorno in più a causa dell’applicazione della fatturazione a 28 giorni. Esse avevano richiesto inoltre la possibilità di restituire il dovuto in più fatture e questa richiesta è stata accolta.

Le richieste delle associazioni dei consumatori

Restituzioni rapide e senza possibilità di compensare attraverso i servizi

Le associazioni dei consumatori chiedevano tempi rapidi per i rimborsi al massimo entro il 30 Settembre 2018, erano favorevoli al criterio dei giorni erosi e si opponevano alla possibilità che le restituzioni avvenissero tramite servizi o che il rimborso fosse posticipato al passaggio in giudicato della sentenza.

Abbiamo seguito questa vicenda fin dalla prima delibera Agcom la n. 121/2017 del Marzo 2017 che aveva ordinato alle compagnie telefoniche nel rispetto del principio della trasparenza nei confronti dei consumatori di eliminare la fatturazione a 28 giorni e ripristinare la fatturazione mensile entro il 23 Giugno 2017. A nostro avviso l’atteggiamento delle compagnie telefoniche è stato davvero scostante, esse dapprima non hanno rispettato le delibere dell’ Autorità, tanto da costringere l’ Agcom ad effettuare ulteriori diffide tramite delibere successive a quelle del Marzo 2017. Successivamente hanno cominciato a segnalare problematiche organizzative che a detta loro non consentivano il rispetto delle prescrizioni previste dall’ Autorità per le comunicazioni. Contemporaneamente le compagnie telefoniche, com’ è loro diritto, contestavano le delibere Agcom davanti all’autorità giurisdizionale amministrativa. Premesso che è fuori discussione il diritto di ogni compagnia che si senta in qualche modo penalizzata di ricorrere all’autorità giurisdizionale competente, deve anche essere sottolineato il dovere di ogni compagnia di rispettare le previsioni di un’ Autorità indipendente come l’ Agcom. Le compagnie telefoniche ad oggi ancora non hanno restituito ciò che hanno incassato illegittimamente da oltre un anno e la delibera odierna impone loro di farlo entro il 31 Dicembre 2018. Noi auspichiamo che in futuro l’Agcom sia più solerte nei confronti delle compagnie che violano le sue disposizioni, ciò al fine di garantire una tutela effettiva dei diritti dei consumatori.

 

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