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Crisi di governo e regole costituzionali

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E’ giusto parlare di tradimento della democrazia?

Il presidente della repubblica è obbligato a verificare se in Parlamento possono formarsi altre maggioranze

La crisi di governo sembra essere all’epilogo visto il nuovo incarico conferito al presidente Conte. Sono stati in molti a parlare di ” truffa istituzionale”, di “tradimento della democrazia”, di violazione della sovranità popolare. Noi dobbiamo sottolineare che Costituzione alla mano la formazione di un nuovo governo sostenuto da un’altra maggioranza parlamentare è nel pieno rispetto dell’ordinamento e della carta fondamentale. Quest’ultima infatti prevede che il Presidente della Repubblica in caso di caduta del Governo verifichi se esistano altre maggioranze in parlamento in modo da poter conferire un nuovo incarico. Ove esse sussistano, il Presidente potrà conferire incarico al capo del governo il quale dovrà presentare la lista dei Ministri che il capo dello stato dovrà nominare. Tra l’altro anche il governo precedente era stato frutto di un accordo tra forze politiche che alle elezioni si erano presentate separatamente, e che avevano ottenuto il governo del paese nei limiti e nelle forme che prevede la costituzione. Dalle elezioni politiche del 4 Marzo 2018 non era uscita alcuna coalizione che aveva la maggioranza in parlamento, dunque era stato necessario per dare un governo al paese che le forze poltiche trovassero un compromesso. Cosa possibile allora e costituzionalmente legittima ma possibile e ineccepibile anche adesso.

Si confondono i consensi con le regole e ciò non è mai una buona cosa

Nuovo governo frutto di accordo politico e non basato su parlamentari che hanno cambiato partito

Chi parla di tradimento della volontà popolare lo fa sulla base dei risultati delle elezioni europee che hanno visto il trionfo della lega schizzata ad oltre il 30 %. Come si può fare un governo senza la forza politica maggioritaria nel paese? Questo ragionamento che a prima vista può sembrare condivisibile dimentica che le elezioni europee servono per eleggere i parlamentari europei e non il Parlamento della Repubblica italiana elezioni. Inoltre anche a voler guardare i numeri è bene ricordare che alle europee gli astenuti sono mediamente il 20% in più rispetto alle politiche. Dunque il fatto che un partito politico vinca le europee non vuol dire che esso abbia diritto di governare il paese neanche da un punto di visto di risultati elettorali. Nelle ultime tre elezioni politiche soltanto nel 2008 una coalizione politica era riuscita ad ottenere la maggioranza parlamentare direttamente dalle urne.  Facciamo notare che nella legislatura precedente quella uscita dalle elezioni del 2013 la maggioranza parlamentare si era creata grazie ad un accordo tra Pd e Pdl che alle elezioni si erano presentati in totale contrapposizione. Successivamente con la formazione del Governo Renzi Angelino Alfano lasciò il Pdl e fondò il nuovo centro destra insieme ad altri parlamentari eletti nel pdl facendo da “stampella” al governo di centro sinistra che non aveva i numeri sufficienti per governare. Ricordiamo che nel 2010 quando Gianfranco Fini lasciò il popolo della libertà, il governo di centrodestra restò in carica per quasi un anno grazie ai voti dei cosiddetti responsabili tra cui spiccavano le figure di alcuni parlamentari di Italia dei Valori, partito che alle elezioni politiche si era candidato in totale contrapposizione al centro destra. Rammentiamo ulteriormente che il governo Monti in carica da fine 2011 al 2013 fu appoggiato da centro destra e centro sinistra. In questi tre casi che abbiamo elencato, tutti diversi per modalità e motivazioni, in due nel 2010 e nel 2014 i governi si sono retti attraverso parlamentari che erano stati eletti in altri schieramenti. Anche ciò era costituzionalmente legittimo, perchè com’è noto i parlamentari espletano il loro incarico senza vincolo di mandato, tuttavia se si vuol parlare di tradimento della volontà popolare è molto più grave un comportamento del genere rispetto all’ attuale situazione politica che si sta profilando. Il nuovo governo infatti non starà in piedi grazie a cambi di “casacca” di parlamentari, ma attraverso un accordo politico tra due parititi fatto alla luce del sole e nel pieno rispetto delle norme costituzionali.

 

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