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COVID 19 E OBBLIGHI DEI DATORI DI LAVORO

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I lavoratori devono essere messi in condizione di svolgere la propria attività lavorative senza rischiare di essere contagiati

In un momento come questo nel quale tutto il paese è zona rossa, ci sono alcune attività che sono aperte e che devono rispettare tutte le cautele previste nei provvedimenti normativi. Com’è noto in tutta italia sono aperte le attività commerciali sebbene fino alle 18, oltre a supermercati, farmacie, salumerie e altri rivenditori di generi alimentari. Queste attività sono portate avanti da una pluralità di dipendenti i quali hanno diritto alla tutela della salute essendo in molti casi a contatto con il pubblico. A garantire il diritto dei lavoratori alla salute è tenuto a pensarci in primo luogo il datore di lavoro il quale è responsabile di mettere in condizioni il dipendente di poter lavorare in un ambiente salubre e senza alcun rischio. E’evidente che in una situazione come quella attuale, tutto il territorio nazionale in emergenza per il diffondersi del corona virus, gli obblighi per i datori di lavoro si fanno certamente più rigorosi. Vediamo di elencare quelli da porre in essere vista l’attuale situazione, dando per scontati gli altri che invece hanno carattere generale.

Il datore di lavoro è obbligato a fornire ai propri dipendenti un ambiente salubre

In questa emergenza è necessario far rispettare distanze tra dipendenti e tra un dipendente e un cliente. Fornire igienizzante e mascherine. E sanificare gli ambienti in maniera puntuale

Implementare misure di prevenzione concertate con il medico aziendale

La prima cosa che deve fare il datore di lavoro è quella di contattare il medico competente dell’azienda e concordare con lui tutte le misure da prendere per tutelare i lavoratori dal rischi corona virus. Soltanto il medico potrà provvedere ad adeguare l’azienda alle misure necessarie per prevenire i rischi del contagio. Una volta concordate con il medico le singole precauzioni da adottare, il datore dovrà comunicare queste ultime ai rappresentanti dei lavoratori e a questi ultimi e chiedere la massima collaborazione, ciò in totale trasparenza. Elenchiamo un numero di precauzioni comuni a diverse aziende specie quelle che hanno contatti con il pubblico, ricordando che tutte le aziende hanno caratteristiche particolari per le quali ognuna deve avere il proprio piano di sicurezza ambientale e fisica per prevenire il contagio del covid 19

Plexiglass o altre misure per il rispetto del metro di distanza 

Il lavoratore che ha contatti con il pubblico, pensiamo al cassiere del Supermercato o l’addetto allo sportello della banca, deve essere messo in condizioni di limitare sensibilmente il rischio di subire il contagio del virus. Il datore di lavoro può dotare gli sportelli di un plexiglass con il quale tenere a distanza i clienti, oppure può dotare i dipendenti di mascherina, appendendo cartelli con cui si invitano i clienti a rispettare la distanza di sicurezza.

Organizzare entrate e uscite dei clienti

E’fatto obbligo al datore di lavoro quello per il quale nella propria azienda deve essere possiblie rispettare la distanza di un metro tra i clienti, dunque a seconda della superficie dei locali aziendali, deve essere stabilito il numero massimo di presenze contemporaneamente tra clienti e dipendenti, ciò anche al fine di evitare assembramenti.  Una volta stabilito il limite massimo di presenze, il datore di lavoro dovrà mettere in atto le modalità attraverso le quali far rispettare il su indicato limite. Ad esempio adibire un dipendente che regoli la fila all’esterno dell’azienda, facendo entrare i clienti arrivati ogniqualvolta un altro esce.

Mascherine igienizzanti e distanza tra dipendenti

Il datore di lavoro oltre alla dotazione di mascherine per ogni singolo dipendente a scopo precauzionale, deve mettere a disposizione dei dipendenti gli igienizzanti per le mani e garantire anche la distanza tra i dipendenti stessi durante l’esercizio della prestazione lavorativa.

Nienti iniziative fai da te su salute dei dipendenti, ma vigilare su stati influenzali

Il datore di lavoro non può su sua iniziativa misurare la febbre al dipendente, tuttavia ove un dipendente presenti sintomi di stato influenzale, il datore deve invitarlo a recarsi immediatamente dal proprio medico.

Rifiuto di svolgere l’attività lavorativa ove il datore di lavoro non si adegui alle norme sulla sicurezza degli ambienti di lavoro

Ove il datore non rispetti tutte queste precauzioni egli potrà subire sanzioni per violazioni delle norme della sicurezza del lavoro ai sensi del Dlgs n. 81/2008, oltre alle norme generali previste dal codice civile, inoltre il lavoratore che dovesse subire dei danni a causa del mancato rispetto da parte del datore di lavoro delle norme sulla sicurezza dell’ambiente lavorativo, potrà chiedere di essere risarcito soggettivamente. Il lavoratore deve segnalare immediatamente al datore di lavoro eventuali inadempimenti se quest’ultimo non si adegua, il lavoratore potrà segnalare il proprio datore di lavoro alle autorità preposte. Dopo aver effettuato la segnalazione il lavoratore potrà rifiutarsi di svolgere la prestazione lavorativa in attesa che il datore di lavoro adegui l’attività lavorativa alle norme relative alla sicurezza e all’ambiente di lavoro.

Avv. Tamara Liguori

 

 

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