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Corona virus: le trappole per i consumatori

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VERGOGNOSA SPECULAZIONE SU DETERGENTI PER LE MANI E MASCHERINE

Segnalare immediatamente l’applicazione di prezzi esorbitanti. Ciò va fatto a tutela di tutti

L’emergenza Coronavirus ha determinato alcune conseguenze negative per i consumatori. In primo luogo vi è stata la speculazione sui prezzi per i disinfettanti per le mani e per le mascherine. Nonostante le smentite delle case produttrici, che hanno dichiarato che non vi è stato da parte loro alcun aumento, i prezzi alla vendita sono schizzati in alto e le confezioni non si trovano più sugli scaffali dei negozi, specie nelle cosiddette zone rosse. Sono stati in molti a rivolgersi al mercato dell’online ma anche lì i prezzi erano saliti in maniera esorbitante. La procura di Milano sta indagando sul caso e sono state diverse le associazioni dei consumatori a presentare esposti innanzi alla procura della repubblica per i reati di aggiotaggio e truffa. Ad ogni modo Amazon ha provveduto a far rientrare le offerte irregolari anche se dagli scaffali i disinfettanti per la mani mancano. Le aziende produttrici hanno fatto sapere che ci sarà un aumento di produzione al fine di rispondere all’esplosione della domanda dei prodotti avvenuta in questi ultimi tempi, ribadendo che il prezzo non sarà aumentato. E’evidente, dunque che qualche rivenditore ha provato ad approfittarsi della situazione, sfruttando la psicosi collettiva che ha indotto in molti a pagare in più per fronteggiare alla necessità del momento. Noi invitiamo tutti a segnalare alle autorità gli annunci con prezzi esorbitanti sia su internet che nei negozi, perchè tali comportamenti oltre ad essere moralmente scorretti, sono anche contrari alla legge. Nel caso non abbiate il tempo di presentare denuncia, inviate messaggi a qualche associazione dei consumatori specificando dove o su che sito internet avete visto il prezzo ” gonfiato”. Infine è di ieri la notizia del sequestro da parte della guardia di finanza di lotti di mascherine contraffatte al fine di accogliere le domande delle persone spaventate che non trovavano il prodotto nelle farmacie. Noi suggeriamo di acquistare qualunque prodotto nelle farmacie o comunque nei canali ufficiali e di diffidare di qualunque prodotto che faccia riferimento diretto al corona virus. Sul tema della mascherine i virologi sono concordi nel ritenerle più utili per chi ha contratto il virus e vuole evitare di trasmetterlo, piuttosto che per evitare di essere contagiati.

Le partite a porte chiuse, gli annullamenti degli spettacoli e i rimborsi per chi aveva già pagato il biglietto

Le condizioni di vendita delle società di calcio prevedono che se una partita di calcio non è accessibile per provvedimento delle autorità, esse non sono tenute a restituire il prezzo del biglietto

Altro problema che si sta ponendo per i consumatori è quella della oramai quasi certa ipotesi che le partite di calcio di serie A che si devono svolgere nelle regioni con casi di corona virus, si svolgerà a porte chiuse. Il problema è che pare che non sia prevista il rimborso del biglietto a chi lo ha acquistato, ciò perchè la mancata visione della partita non dipende dalla società sportiva organizzatrice dell’evento ma da una decisione dell’autorità in materia sanitaria. Tale situazione emergenziale prevarebbe sul diritto del consumatore a vedere lo spettacolo per cui ha pagato. Di conseguenze le società di serie a sono orientatate a non rimborsare i biglietti, o almeno pare che la legge gli consenta di farlo. Fateci dire che questa ci pare essere un’assurda ingiustizia, il consumatore non può non essere rimborsato se non gli è consentito di vedere l’evento. Se è vero che la società non poteva opporsi alla decisione dell’autorità, è anche vero che sulla data del rinvio della partita le società potevano assolutamente far valere il loro punto di vista a tutela dei propri tifosi. Inoltre è assurdo che la società di calcio organizzatrice dell’evento possa arricchirsi grazie a un servizio che non ha reso. Ai sensi dell’art. 2041 si tratterebbe di arricchiamento ingiustificato, e il consumatore che si vedesse privato del rimborso a cui ha certamente diritto, potrebbe far valere le proprie pretese davanti ad un giudice con un riichiesta di restituzione fondata sull’art 2041 c,c,. Sul tema delle condizioni di vendita dei biglietti delle partite di calcio era intervenuta l’Antitrust ( Agcm) che ha dichiarato al cune clausole di applicate da diverse squadre di calcio come vessatorie e pertanto da rimuovere. Il problema si sta ponendo per la partita Juve-Inter, in quanto la juventus ai sensi dell’ art 6 delle condizioni di vendita appare esentata dalla restituizione dei soldi del biglietto se la partita non è godibile a causa di un provvedimento dell’autorità in materia sanitaria. A nostro parere tale clausola è esageratamente vessatoria nei confornti del consumatore e troppo favorevole per le società di calcio che si trovano a ricevere quasi gran parte  dell’incasso della partita senza consentire agli spettatori di vedere l’evento. E’evidente che la società di calcio dovranno offrire qualcosa in cambio allo spettatore se non vogliono restituire il prezzo del biglietto. Poi eventualmente lo spetttaore che non vuol ricevere il bonus potrà essere non rimborsato, ma è impensabile che un tifoso che spende oltre cento euro per vedere una partita debba non ricevere in cambio alcunchè. Sul punto pare che proprio la dirigenza della Juventus si stia orientando in tal senso. Certamente in ogni caso non mancheranno polemiche perchè ci sarà certamente qualcuno che pretenderà la restituzione del danaro speso, in quel caso sarà inevitabile rivolgersi alla magistratura. Il problema dei rimborsi si sta ponendo anche per altri eventi perchè sono stati annullati concerti, spettacoli teatrali, uscite di film. In questi casi chi ha acquistato i relativi biglietti potrà attendere la nuova data dello spettacolo oppure chiedere il rimborso.

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