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Conti cointestati: è superabile la presunzione di contitolarità

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La presunzione di contitolarità dei conti correnti contestati

L’inversione dell’onere della prova

La cointestazione del conto corrente fa presumere che crediti e debiti ad esso relativi siano attribuibili ai cointestatari in parti uguali. Tale presunzione si fonda sugli artt. 1298 secondo comma e 1854 c.c. e comporta l’inversione dell’onere della prova a carico di chi avanzi pretese sulle somme complessive relative al conto corrente. Ossia uno degli intestatari del conto o gli eventuali eredi. In parole povere la cointestazione del conto non rappresenta un argine insuperabile per il quale le somme ivi contenute devono essere considerate per forza da dividere in parti uguali tra i cointestatari. Chi sia in grado di provare che la titolarità delle somme ivi presenti siano riconducibili esclusivamente a lui può ottenerne l’attribuzione anche in caso di cointestazione.

Come si può superare la presunzione di comproprietà delle somme depositate sul conto corrente

La cointestazione dei conti correnti spesso oggetto di controversie ereditarie e matrimoniali

Al fine di superare la presunzione prevista dalla legge il richiedente l’attribuzione delle somme oltre la parte a lui spettante, potrà allegare il numero di versamenti effettuati, gli atti di gestione del conto, oppure specificare le ragioni che hanno portato alla contestazioni del conto corrente. Delle volte infatti esistono conti correnti intestati tra madre e figlio semplicemnte per consentire a quest’ultimo di prelevare contanti senza affrontare le spese di un conto corrente tutto suo. Altre volte ci sono conti correnti intestati tra marito e moglie per esigenze familiari. Chi riesce a provare la totale gestione del conto, contemporaneamente ad un prevalente o esclusivo numero di deposito dei contanti, avrà certamente la possibilità di superare la presunzione legale e ottenere l’attribuzione anche dell’intera somma depositata sul conto corrente. ( Ordin. Cass. civ sez. II n. 11375/2019). Le questioni relative alla contestazione del conto corrente e alle divisioni delle somme si presentano solitamente nell’ambito di questioni ereditarie, in caso di morte di uno dei cointestatari o nell’ambito di questioni matrimoniali, quando durante l’iter delle separazioni uno dei due coniugi pretende la titolarità dell’intere somme depositate sul conto. Una delle problematiche che si pone si ravvisa nei casi nei quali i depositi sono stati effettuati in contanti. Le banche infatti, di prassi, non registrano il soggetto ( tra i cointestatari) che effettua materialmente i depositi sul conto corrente. Il deposito in contanti sul conto deve essere considerato effettuato da entrambi gli intestatari, a differenza del bonifico o degli assegni che invece indicano il titolare del conto o l’intestatario da cui è possibile risalire al chi ha materialmente depositato le somme.

Avv. Italo Carbone

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