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Cedolare secca per le locazioni commerciali

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La novità nella bozza di bilancio che sta per approdare in Parlamento

La cedolare secca prevista dal Dlgs n. 23/2011 del 21% sarà applicabile anche ai contratti di locazione commerciale a partire dall’anno 2019 ma non per i contratti già vigenti. Chi stipulerà un nuovo contratto di locazione commerciale nel 2019 potrà scegliere l’opzione della cedolare secca al 21% per ciò che concerne la tassazione del canone di locazione. Sarà escluso chi aveva un contratto in essere con la stessa parte alla data del 15 Ottobre 2018. E’certamente una buona notizia per i contribuenti in quanto i contratti di locazione commerciale a differenza dei contratti ai fini di locazione abitativa erano tassata alla stessa aliquota Irpef del contribuente proprietario. Tuttavia sottolineiamo come l’avvento della flat tax potrebbe ridurre la convenienza della novità in quanto la flat tax prevederebbe due aliquote una del 15 % e una del 20%. Ad oggi tuttavia non si sa ancora come sarà applicata la flat tax, quello che sembra è che nel 2019 si dovrebbe applicare la flat tax soltanto ai redditi fino a 65 mila euro. Non si sa se la flat tax sarà applicata solo sui redditi da lavoro o su tutti i redditi, nel primo caso la cedolare secca sui negozi commerciali sarebbe molto vantaggiosa.

Come funziona le cedolare secca

E’semplice il cittadino che vuole aderire deve farlo nel corso dell’anno e pagare l’imposta che sarà il 21% del canone percepito annuo. Con un fitto di 400 euro mensili il costo della cedolare sarebbe il 21% di € 4800,00 ossia € 1008,00, in questo modo il contribuente non dovrà inserire l’importo del canone nella sua dichiarazione dei redditi con applicazione dell’aliquota irpef. Nei contratti di locazione commerciale è più raro  trovarsi di fronte a contratti totalmente non dichiarati in quanto chi esercita un’attività vuole scaricare il costo del canone di locazione, di conseguenza la novità è rilevante specie per chi ha aliquote Irpef alte perchè in questo modo risparmia tre il 16 e e il 21% rispetto al sistema precedente. Tuttavia è molto diffusa nei contratti di locazione commerciale la pratica di dichiarare in contratto un importo inferiore rispetto a quello effettivamente percepito. La cedolare secca potrebbe rendere meno conveniente utilizzare questa illegittima pratica con vantaggi per le casse dello stato.

La possibilità di applicare il 10 %

I possibili vantaggi per lo Stato

Nelle locazioni ad uso abitativo vi è anche la possibilità di pagare soltanto il 10 % sulle locazioni. Se infatti il prezzo della locazione è ” a canone concordato” ossia in linea con i prezzi stabiliti dalle associazione degli inquilini e dei proprietari delle zone dove è sito l’immobile, il contribuente può pagare il 10 %. Non si sa se per le locazioni commerciali potrà essere applicabile anche questo ulteriore vantaggio, tuttavia sono in molti ad auspicarlo. Una norma del genere avvantaggia i proprietari ma anche lo stato, perchè farebbe emergere parecchi contratti in nero o parzialmente in nero che attualmente sono molto utilizzati nel nostro paese. Secondo molti esperti lo Stato otterrebbe da questa novità un gettito fiscale aggiuntivo che supererebbe di gran lunga la riduzione di chi versava per intero le imposte in precedenza.

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