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Cannabis light: chiarire immediatamente se è lecita la vendita in mancanza di effetti psicotropi

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Il fatto che sia consentita la coltivazione non vuol dire che sia consentita anche la vendita della cannabis light

La rilevanza penale della vendita dipende dall’effetto psicotropo del prodotto venduto

Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza della Cassazione n. 30475/2019 a sezioni unite relativa alla cannabis light. Dopo averle lette siamo rimasti un pò perplessi non tanto per la decisione, quanto per il futuro del settore. In parole povere le sezioni unite, com’era già noto, hanno affermato che il fatto che sia consentita la coltivazione delle inflorescenze fino al limite di 0,6 di Thc, non vuol dire che è considerata lecita anche la commercializzazione. Tuttavia la vendita sarà punibile secondo il testo unico sugli stupefacenti soltanto se le sostanze vendute hanno effetto psicotropo e/o drogante. Quest’ultimo inciso determina che dovrà essere il giudice a decidere di volta in volta secondo i dati a sua disposizione se le infiorescenze sequestrate abbiano o meno effetto drogante per ravvisare la condotta penalmente prevista.

Il legislatore deve decidere se vuole consentire o meno la vendita della cannabis sativa

Sarebbe errore madornale non emanare alcun provvedimento, intervenire immediatamente sulla vendita di cannabis senza effetto psicotropo.

Si può dire dunque che la legge n. 242/2016 non consente la vendita ma soltanto la coltivazione, quest’ultima tra l’altro solo a fini industriali o per la produzione di fibre. La punibilità penale di coloro che commercializzano la cannabis sativa è invece connessa all’effetto psicotropo della sostanza che deve essere accertato caso per caso, secondo il principio di offensività. A questo punto è evidente che la sentenza delle sezioni unite non è affatto risolutiva ed è necessario l’intervento del legislatore come gli stessi supremi giudici non escludono. Il legislatore deve espressamente prevedere se vuole o meno rendere lecita la vendita di cannabis sativa e quale percentuale di Thc deve contenere il prodotto per essere venduto. E’necessario provvedere alla regolamentazione della vendita della cannabis sativa attraverso una modifica normativa che eviti gli equivoci giurisprudenziali avvenuti fino ad oggi. A nostro parere sarebbe coerente per il legislatore autorizzare la vendita, purchè regolamentata in maniera esaustiva e fornendo tutte le necessarie informazioni ai consumatori. Ad ogni modo l’errore più grande che si potrebbe commettere è quello di non porre in essere alcun provvedimento normativo, lasciando coloro che hanno investito nel settore in un caos normativo totale con il rischio di essere denunciati e condannati  penalmente a seconda dei singoli accertamenti effettuati dalla magistratura. A nostro parere è assurdo che in questa fase non venga emanato alcun provvedimento normativo sulla vendita, cioè se è pacifico il fatto che si commette reato se si commercializza un prodotto che abbia effetti psicotropi, nulla si sa, nè si dice sulla vendita di cannabis che tali effetti non ha. Ad avviso delle sezioni unite come detto la legge n. 242/2016 non consente la commercializzazione neanche della cannabis senza effetti psicotropi, nonostante essa non costituisca reato. Su questo punto il legislatore dovrebbe provvedere immediatamente anche prima della modifica normativa sistematica, ciò nel rispetto di tutti i coloro che hanno un’attività commerciale dedicata alla cannabis light.

Avv. Italo Carbone

 

 

 

 

 

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