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Bollo auto non notificato, atti alla corte dei conti

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Il problema della richiesta delle imposte effettuata in modo illegittimo

Il paradosso della compensazione delle spese di gìudizio

Uno dei problemi atavici del nostro paese è quello della riscossione delle imposte. Essa deve essere effettuata nel rispetto delle norme previste a garanzia del cittadino, ricordiamo infatti che secondo la nostra Costituzione nessuna prestazione patrimoniale e personale può essere imposta se non in base alla legge. Purtroppo non è raro trovarsi di fronte a palesi violazione normative da parte di enti pubblici che chiedono ai cittadini il pagamento delle imposte senza però aver correttamente rispetto le leggi previste per la riscossione. Il cittadino si trova costretto a ricorrere all’autorità giudiziaria al fine di far valere i suoi diritti. Sono in molti a chiedersi che cosa accade alle amministrazioni pubbliche quando le loro violazioni sono accertate dall’autorità giudiziaria e il tributo richiesto viene annullato. Dobbiamo sottolineare che in molti casi non accade nulla, e i responsabili dell’amministrazione pubblica che hanno posto in essere la violazione non subiscono alcuna conseguenza. Addirittura vi sono diverse situazioni nelle quali nonostante le sentenze siano favorevoli ai cittadini, l’autorità giudiziaria compensa le spese di giudizio. In altri termini il cittadino che ha subito la pretesa di un imposta in maniera illegittima è costretto comunque a pagare il professionista a cui si è rivolto per ottenere giustizia.

CTP Torino notifica sentenza alla Corte dei Conti del Piemonte

La Regione non aveva notificato imposte per il bollo auto per oltre settemila euro

E’ per questo stato di cose che ci piace sottolineare la recente sentenza della Commissione Tributaria provinciale di Torino del 10 Dicembre 2018 avverso la Regione Piemonte. In tale pronuncia la cittadina ricorrente chiedeva l’annullamento del bollo auto per diverse annualità in quanto le relative richieste di pagamento non le erano mai state notificate ed erano decorsi i tre anni previsti dalla legge per la prescrizione dell’imposta. La Regione non riusciva a provare di aver effettuato correttamente la notifica e veniva dichiarata soccombente. La Commissione Tributaria non solo condannava la Regione Piemonte al pagamento a favore della ricorrente di tutte le spese del giudizio, ma con una formula molto particolare, disponeva che trattandosi di danaro pubblico e di soccombenza imputabile ad una non adeguata gestione, giudiziaria e precedente, del credito erariale, di trasmettere la sentenza alla Procura della Corte dei Conti per il Piemonte. E’da condividere l’approccio dei giudici piemontesi i quali non si sono limitati a prendere atto della violazione normativa della regione, ma hanno anche provveduto ad allertare l’organo di controllo sui conti degli enti pubblici affinchè indaghi sulla cattiva gestione del credito erariale da parte della pubblica amministrazione interessata. Ringraziamo l’Avvocato Antonio Nicastro del foro di Salerno per la segnalazione.

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