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Apple e Samsung condannate per obsolescenza programmata

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Apple e Samsung

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OBSOLESCENZA PROGRAMMATA SANZIONATE APPLE E SAMSUNG

Siamo ai limiti della truffa dei consumatori

La pratica dell’obsolescenza programmata è stata effettuata, lo dice l’ Antitrust che oggi ha condannato i due maggiori produttori di smartphone al mondo: Apple e Samsung. Tale pratica consiste nell’inviare aggiornamenti agli smartphone che essi non sono più in grado di sostenere, o che sostengono con difficoltà consumando più batteria, e rendendo il telefono più lento.  Di questa pratica si erano lamentati molti consumatori anche attraverso i social sui quali sono state costituite pagine dedicate al problema. In molti sostenevano che la pratica era stata pensata dalle aziende stesse, le quali conoscendo le potenzialità dei vecchi modelli emanavano volontariamente aggiornamenti difficilmente sostenibili. In questo modo tutti i clienti, già fidelizzati delle aziende dominanti, acquistavano nuovi smartphone, con conseguente aumento dei profitti per i colossi della telefonia. Quella che sembrava una leggenda metropolitana è diventata oggetto di una pronuncia dell’ Antitrust che aveva aperto un procedimento su tale pratica ed ha determinato sanzioni per dieci milioni di euro nei confronti di Apple e cinque milioni per Samsung.

Apple condannata per aggiornamenti su iphone 6 e 6 plus, Samsung per il note 4

Cupertino condannata anche per la mancata informazione sulla durata delle batterie al lithio

Apple è stata condannata dall’Antitrust per aver penalizzato attraverso gli aggiornamenti alcuni modelli di iphone e per non aver dato ai consumatori tutte le informazioni sull’utilizzo delle batterie a lithio. Ad avviso dell’Antitrust i consumatori sono stati bombardati dalle richieste di aggiornamento che una volta scaricate determinavano problemi sui loro modelli di smartphone. La cosa grave, sottolinea l’Antitrust è che una volta scaricati questi aggiornamenti per l’utente non era più possibile tornare indietro. Questa pratica è  in contrasto con gli artt 20, 21,22 23 e 24 del codice del consumo. Il fatto che un aggiornamento per un determinato apparecchio non sia sostenibile dovrebbe essere comunicato gli utenti per evitare che essi provvedano a scaricarlo. Il funzionamento dello smartphone non ha infatti limiti di tempo e se è evidente che i nuovi modelli saranno più innovativi rispetto ai precedenti non è possibile rendere desueti i vecchi apparecchi inviando aggiornamenti non sostenibili, di cui si consiglia l’utilizzo. Diversi consumatori hanno infatti lamentato che i nuovi aggiornamenti, consigliati dalle aziende e inviati direttamente sul telefono, determinano un rallentamento delle funzioni dei “vecchi” smartphone, i quali a quel punto diventano inevitabilmente da cambiare. Il problema dunque è ancora una volta la trasparenza, le aziende hanno violato il dovere di trasparenza nelle comunicazioni per ciò che concerne gli effetti degli aggiornamenti sui singoli apparecchi. I modelli di Iphone penalizzati sono stati l’iphone 6 e l’iphone 6 plus, inoltre l’azienda di Cupertino si è resa responsabile anche delle mancate informazioni sulle batterie a lithio, sulla loro manutenzione, e sulla loro durata media, ciò fino al dicembre 2017. Samsung è invece stata condannata dall’Antitrust  per il Note4, un modello reso più lento da un aggiornamento Android Marshmallow che rendeva molto più lento il funzionamento. Agli utenti proprietari del Note 4 venivano richieste somme ingenti per mettere a posto il telefono, così da indurli ad acquistare un modello nuovo.

E’ stata la prima pronuncia sull’obsolescenza programmata

Apple è sotto inchiesta anche in Francia. Necessario regolamentare gli aggiornamenti.

La pronuncia dell’Antitrust italiana è stata la prima relativa all’obsolescenza programmata sugli smartphone. Tale pratica costituisce una sorta di truffa ai danni dei consumatori i quali indotti ad aggiornare il proprio telefono dall’azienda produttrice, ritengono di migliorarne il funzionamento ed invece poi si accorgono del rallentamento. E’una sorta di tentativo di indurre il consumatore a cambiare il telefono. Le aziende promuovono in questo modo l’innovazione, andando a rallentare il funzionamento dei modelli di smartphone precedenti. I consumatori sono inermi contro questa pratica e possono reagire soltanto dopo aver subito il danno, sempre che se ne accorgano. In molti non avevano compreso che il cattivo funzionamento del telefono era dipeso dagli aggiornamenti inviati dalla casa produttrice. E’necessario a nostro avviso regolamentare gli aggiornamenti. Essi devono essere limitati e devono garantire il miglior funzionamento dell’apparecchio, in caso contrario non devono essere inviati. Inoltre ogni aggiornamento deve specificare a quale modello si riferisce e deve mettere il consumatore in grado di comprendere quali vantaggi esso fornisca e nel caso ce ne siano gli eventuali svantaggi che esso comporta.

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