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Animali in spiaggia, no ai divieti assoluti dei comuni

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DIVIETO ASSOLUTO DI ACCESSO IN SPIAGGIA PER GLI ANIMALI BOCCIATO DALLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

I comuni non possono vietare l’accesso degli animali in spiaggia. Possono regolarne l’accesso nella maniera che ritengono più opportuna, ma non possono impedire l’accesso in maniera assouluta. Sul tema vi sono state già diverse pronunce di alcuni tribunali amministrative, rammentiamo quella del Tar di Latina la numero 176 del 2019 e la numero 225 del 2014 del Tar Calabria. Entrambi queste pronunce spiegano come il potere dei Comuni di regolare l’accesso alle spiagge non può essere utilizzato per impedire che gli animali possano arrivare al mare. Ciò sarebbe illogico e privo di razionalità. Da un punto di visto giuridico come già sottolineato dai tribunali amministrativi menzionati, sarebbe violato il prinicpio di proporzionalità tra la misura posta in essere e l’obiettivo prefissato. Inoltre la motivazione del provvedimento è totalmente inadeguata. La finalità di ottenere sulle spiagge decoro, igiene e sicurezza può essere perseguita, individuando aree idonee o orari in cui consentire agli animali di stare in spiaggia, non è necessario porre in essere un divieto assoluto. Quest’ultimo è bene ricordarlo non vale per i concessionari privati che di loro iniziativa hanno implementato un’area a pagamento destinata agli animali di compagnia.

Anche a causa dell’emergenza Covid 19 alcuni Comuni ripropongono il divieto assoluto per gli amici a quattro zampe

Nonostante questi giusti rilievi provenienti dalla giustizia amministrativa alcuni comuni continuano ad emanare ordinanze alla stregua di quella del Comune di Latina. Su questo ha probabilmente inciso l’emergenza Covid 19 che ha costretto diversi concessionari di spiagge a ridurre il numero di ombrelloni per consentire il distanziamento tra le persone.  Ciò ha reso maggiormente difficoltoso per i proprietari dei cani trovare spazio per i loro animali che conseguentemente si sono riversati sulle spiagge libere creando evidentemente problemi di decoro, igiene, e sicurezza. Ad ogni modo alcune decisioni sono state prese anche dalle Capitanerie di Porto anche al fine di evitare assembramenti.  Noi crediamo sempre che una soluzione si possa trovare per tutelare al meglio gli interessi di tutti, i provvedimenti estremi non sono mai un buon rimedio, e chi gestisce il pubblico potere ha il dovere di trovare sempre la soluzione più adeguata alle problematiche della cittadinanza.

Avv. Italo Carbone

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