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Agevolazioni prima casa, ciò che conta è la residenza familiare

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Residenza in altro comune di uno dei coniugi non ostativa all’agevolazione prima casa

Agevolazione prima casa oggetto dell’esame dei Supremi giudici, essi si sono concentrati sulla residenza familiare considerandola il vero presupposto che dà diritto ai vantaggi fiscali nell’acquisto della prima casa . L’ordinanza n. 9554 del 19 Luglio 2019 della Corte di Cassazione sezione tributaria ha accolto il ricorso di un contribuente il quale aveva richiesto l’esercizio del diritto delle agevolazioni per un immobile che aveva acquistato in comunione con la moglie, pur avendo conservato la residenza in altro comune. Ai sensi dell’ art 2 della legge n .118 del 1995 il requisito della residenza va riferito alla famiglia e non al singolo coniuge. Ciò perchè il bene è oggetto di comunione familiare ai sensi dell’art 177 del codice civile. Non è ostativo a tale principio il fatto che il coniuge abbia conservato la residenza in altro Comune, come nel caso oggetto della pronuncia della cassazione.

Agevolazioni prima casa

Imposta di registro ridotta al 2%, riduzione costi compravendita

Ricordiamo che le agevolazioni prima casa sono la riduzione dell’imposta di registro il 2% invece che il 9%, e le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuno nella misura fissa di 50 euro. Tali riduzioni riducono molto il costo dell’atto di compravendita per l’acquirente e sono state pensate proprio anche per agevolare le nuove famiglie che si costituiscono.

Avv. Italo Carbone

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