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Agcom sanziona Tim, Wind e Fastweb per la limitazione del diritto di recesso

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Due pronunce Agcom scuotono il mondo della telefonia. La prima riduce le sanzioni alle compagnie telefoniche che avevano adottato la fatturazione a 28 giorni, su indicazione del Tar del Lazio adito dalle stesse compagnie. La seconda è la multa comminata dall’autorità per aver limitato l’esercizio di diritto di recesso dei clienti nel passaggio dalla fatturazione 28 giorni a quella mensile nei confronti di Tim, Wind-tre e Fastweb con tre delibere distinte la 193, la 194 e la 195 del 2019 pubblicate l’altro ieri sul sito istituzionale Agcom.

Le condotte delle compagnie censurate dall’ Agcom

Plurime le condotte delle compagnie censurate dall’ Autority. Wind tre addebitava costi di recesso ingiustificati, Tim e Fastweb non mettevano a disposizione tutte le informazioni necessarie per i consumatori per esercitare il diritto di recesso, tra cui la modalità via pec o tramite il cosiddetto Web form. L’Autorità aveva precedentemente diffidato le compagnie ad uniformarsi alle regole, ciò nonostante le compagnie non hanno provveduto ad ottemperare alle richieste dell’ Agcom e per questo sono state sanzionate. La comunicazione è molto importante per non penalizzare i consumatori, e spesso le compagnie mentre sono solerti a proporre le nuove soluzioni o nuove offerte, lo sono molto meno che quando devono avvisare gli utenti della possibilità di esercitare il diritto di recesso. Una comunicazione corretta del proprio brand deve prevedere informazioni dettagliate anche su come risolvere il contratto, ciò per motivi di trasparenza e rispetto della concorrenza nell’ambito del mercato. Il consumatore deve essere messo nelle condizioni di poter scegliere, senza che si frappongano ostacoli subdoli come quelli della comunicazione poco incisiva o quelli dei costi di recesso celati da voci da costi di macchinario.

L’affare dei comportamenti scorretti e l’importanza delle segnalazioni

Il difficile ruolo dell’ Agcom e delle associazioni dei consumatori

Dovere delle compagnie è quello di accettare le regole del mercato e di trasparenza nei confronti dei consumatori, purtroppo però più volte abbiamo constatato che sussistono una pluralità di comportamenti poco corretti che vanno ad incidere sia sulla fiducia degli utenti che sul libero svolgersi della concorrenza. Per quanto l’Agcom vigili e per quando i consumatori da soli o con associazioni a ciò deputate siano sempre pronti a far rilevare le scorrettezze effettuate dalle compagnie, bisogna prendere atto che spesso determinati comportamenti ottengono il risultato che si sono prefissi, ossia ottenere un indebito vantaggio concorrenziale, sebbene fondato su pratiche e comportamenti non del tutto legali. Quello che bisogna fare è sempre segnalare anche se le somme sottratte sono di scarso valore. Questo perchè segnalando, rendiamo meno conveniente utilizzare il comportamento scorretto, la nostra segnalazione è comunque un piccolo campanello di allarme per la compagnia, la quale di fronte ad una pluralità di segnalazioni e alla pubblicità negativa che ne deriva sarà meno incentivata ad assecondare pratiche scorrette e poco trasparenti. In un certo senso quando siamo vittima di un comportamento scorretto di una compagnia telefonica e lo segnaliamo oltre a tutelare noi stessi, tuteliamo anche tutti gli altri utenti e induciamo l’azienda a correggere le sue criticità.

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