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Affitti brevi e tassa di soggiorno: arriva il codice identificativo

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Locazione brevi e tassa di soggiorno stretta contro gli evasori

Gli intermediari on line devono collaborare con le autorità, essi dovranno pubblicare il codice identificativo delle strutture ricettive

La tassa di soggiorno e la cedolare secca del 21% sugli affitti brevi sono oggetto di evasione frequente da parte di coloro che sono proprietari di case vacanze o B & b, soprattutto di coloro che lo fanno in via occasionale. Così il governo ha varato un emendamento che obblighi tutti coloro che utilizzano i loro immobili come alloggi turistici a dotarsi di un codice identificativo da dover pubblicare anche sui siti degli intermediari on line, come ad esempio il noto sito internet Airbnb. Era stato regolato proprio l’attività degli intermediari che operavano sulla rete, con l’obbligo del pagamento della cedolare secca a chiunque prenotava tramite loro. Regola che Airbnb aveva impugnato senza successo davanti al Tar del Lazio. Attraverso il codice identificativo sarà molto più semplice per lo Stato verificare chi ha effettivamente evaso le imposte ed eventualmente sanzionarlo. I proprietari degli immobili dovranno chiedere il codice identificativo al proprio Comune e poi pubblicarlo sui siti degli intermediari, questi ultimi non dovranno pubblicare gli annunci se gli immobili non indicano il codice come richiesto dalle nuove norme se lo faranno andranno incontro a sanzioni da € 500 ad €5000.

Banca dati al Ministero del Turismo cui può accedere l’Agenzia delle entrate

Al Ministero del turismo sarà formata una banca dati di tutti immobili adibiti a strutture ricettive, consultabile anche dall’Agenzia delle entrate, in questo modo quest’ultima potrà stanare tutti i cosiddetti furbetti delle case vacanze i quali non avranno altra scelta che regolarizzarsi. Il codice identificativo oltre ad essere uno strumento per il monitoraggio fiscale è anche un modo per garantire i consumatori sulle caratteristiche degli immobili oggetto di locazione breve, non di rado infatti alcune strutture ricettive si sono rivelate molto al di sotto degli standard urbanistici richiesti dalla legge, causando non pochi disagi. Il decreto attuativo relativo alla banca dati e al codice identificativo sarà emanato entro trenta giorni.

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